Home News Attualità Ferrara capitale della Fantasia, parte il festival ideato da Davide Rondoni

Ferrara capitale della Fantasia, parte il festival ideato da Davide Rondoni

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“L’Italia ha tante capitali. Ferrara ha tutte le carte in regola per essere la capitale della fantasia. E noi vogliamo che Ferrara parli di sé e parli di ciò che esprime di universale attraverso un festival.
La fantasia è infatti un’esperienza che si impara da chi la fa”.

Così Davide Rondoni, poeta, ispiratore e direttore del Festival della Fantasia partito questo pomeriggio dal Giardino delle Duchesse e che, nella prima giornata, culminerà con la consegna – da parte del sindaco Alan Fabbri – della cittadinanza onoraria ad Antonia Arslan, nel cortile del Castello estense. Domani si torna con un ricco programma che prevede, tra le altre cose, proprio un intervento di Arslan – su Dante – alle 16 nel Giardino delle Duchesse e, dalle 19 al Castello, il concerto dell’orchestra di musica popolare BandaDante. A conclusione di questo evento sarà possibile assistere alla partita Italia contro Turchia, dalle 21.

Il Festival della Fantasia – realizzato con la Fondazione Zanotti, patrocinato e finanziato dall’Amministrazione comunale – è stato introdotto da Rondoni, dall’assessore Matteo Fornasini, e dal rettore Unife Giorgio Zauli, e preceduto da un momento di gioco dedicato a bambini e famiglie organizzato dall’associazione genitori Luigi e Zelia Martin, con la presenza dell’assessore Dorota Kusiak, che ha dato il benvenuto e ringraziato tutti della presenza.

Nel corso del pomeriggio si sono alternati diversi interventi, a partire da quello del neuroscienziato Andrea Moro: “Il cervello è una ‘cucina virtuale’ – ha detto – in cui pezzi di realtà vengono combinati sulla base della fantasia, restituendo un’esperienza. Non c’è realtà senza l’operazione fantastica”. Ma – ha ammonito Moro – “la fantasia non deve attribuire valori umani a chi umano non è, va frenata quando diventa una proiezione ingiustificata verso l’altro”.

A seguire il Giardino delle Duchesse ha ospitato i contributi di Vittorio Macioce, prossimo alla pubblicazione di un libro dal titolo “Dice Angelica”, un “Orlando Furioso visto appunto dal punto di vista di Angelica”, Andrea Gareffi, docente di letteratura a Tor Vergata, studioso dello stesso Orlando Furioso e di Montale, Paolo Castelli, imprenditore nel settore del design e il suo collaboratore, e designer, Vittorio Paradiso, reduci dal premio Usa, conquistato l’anno scorso, nell’ambito dell’ International Design Awards.
“L’Italia si caratterizza per il suo estro, che in greco indicava, nella sua radice, il ‘tafano’ – ha detto Rondoni -. L’estro è infatti una ‘puntura’ che non ti lascia in pace fino a che non fai al massimo ciò che vuoi fare. È così che tanti geni dell’estro hanno fatto l’Italia”, ha detto Rondoni.

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