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Assegno unico, lo avranno tutte le famiglie fino a 50mila euro di ISEE

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In Cdm arriva il provvedimento ponte per l’assegno unico, che su iniziativa del ministro Elena Bonetti farà partire a luglio la misura per le famiglie che oggi non hanno accesso a sostegni, dagli autonomi e i disoccupati, per poi estendere l’assegno a tutti nel 2022.

Da un minimo di 30 euro a un massimo di 217,8 euro al mese per ciascun figlio. E’ la misura ponte per l’assegno unico, valida da luglio a dicembre 2021 per chi non goda già di assegni familiari

A quanto si legge in una bozza, ne avranno diritto i nuclei fino a 50mila euro di Isee.

Potrà accedervi chi paghi le tasse in Italia e sia qui residente da almeno 2 anni: sono ammessi cittadini italiani e Ue e titolari di permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca almeno semestrale.

L’assegno unico diventa un aiuto “universale” per le famiglie perché potranno averlo anche ad autonomi e incapienti, ad oggi esclusi dai principali sostegni ai nuclei familiari.

L’assegno scatterà al settimo mese di gravidanza e sarà corrisposto sotto forma di assegno o di credito d’imposta e modulato in base all’Isee: a stabilire i dettagli, a partire dall’entità dell’assegno saranno i decreti attuativi, su cui il ministero della Famiglia, insieme al Mef, è già al lavoro.

Dovrà essere richiesto tramite patronati o piattaforme INPS (entro il 30 giugno verranno definite le modalità)

L’assegno sarà diviso in parti uguali tra i genitori, ed è prevista una maggiorazione a partire dal secondo figlio e un aumento tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili. Non solo, fino a 18 anni l’aiuto economico andrà ai genitori poi potrà proseguire fino ai 21 anni e andare direttamente ai figli, su richiesta, “per favorirne l’autonomia”. Il sostegno dopo la maggiore età sarà corrisposto però solo se i ragazzi studiano, fanno un tirocinio o hanno primi lavori a basso reddito.

Per finanziare questa riforma la legge di Bilancio ha stanziato i primi 3 miliardi per il 2021 (tra 5 e 6 a regime a partire dal 2022), che si sommano ai circa 15 miliardi attualmente dedicati ad altri 8 strumenti che andranno gradualmente ‘in soffitta’, dai vari bonus (nascita, bebe’ ), alle detrazioni per i figli a carico e l’assegno familiare.

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