Home News Attualità Centro PMA, all’Ospedale del Delta una nuova procedura all’avanguardia

Centro PMA, all’Ospedale del Delta una nuova procedura all’avanguardia

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Un nuovo servizio all’avanguardia, per i casi più complessi di infertilità maschile, è attivo al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’Ospedale del Delta-Lagosanto.

Dalla fine di Novembre 2020 hanno avuto inizio i cicli di PMA che prevedono l’utilizzo di MicroTESE ovvero l’estrazione di spermatozoi testicolari con l’ausilio di microscopio operatorio.

Tre strutture in rete

La metodica è possibile grazie alla collaborazione di tre strutture: il Centro di PMA del Delta, l’Unità Operativa di Urologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria-AUSL di Ferrara e l’Unità Operativa di Anestesiologia e Rianimazione dell’AUSL di Ferrara. Il Centro di Fisiopatologia della Riproduzione e PMA dell’AUSL di Ferrara è oggi uno tra i pochissimi centri pubblici Italiani ad eseguire questa di tecnica completamente a carico del SSN e, come tale, si pone come un futuro centro di riferimento nazionale.

In associazione con la diagnostica preimpianto (PGT) già in essere presso il Centro, la microTESE permetterà di affrontare efficacemente i più difficili casi di azoospermia e consentire il trasferimento in utero di embrioni geneticamente idonei.

In che cosa consiste

MicroTeSE significa Microscopic Testicular Sperm Extraction: ovvero estrazione di spermatozoi testicolari con l’ausilio di microscopio operatorio. La MicroTESE, caratterizzata da rarissime complicanze post-operatorie, è eseguita generalmente in day surgery con una veloce ripresa della propria attività lavorativa.

La MicroTESE è utilizzata nei casi azoospermia (assenza di spermatozoi nel liquido seminale) e criptozoospermia su base non ostruttiva, quando cioè il problema non è l’ostruzione delle vie seminali, bensì, l’attività del testicolo stesso, ovvero, quando è la produzione stessa di spermatozoi ad essere deficitaria. Si ricorrere a MicroTESE in situazioni particolarmente difficili e compromesse; ad esempio, in pazienti con testicoli piccoli o molto piccoli (ipo/atrofia testicolare), con valori di ormone follicolo-stimolante (FSH) elevati, valori dell’ormone glicoproteico inibina B bassi o quando una precedente TESE o una Testicular Sperm Aspiration (TESA) abbia fallito.

La MicroTESE permette di individuare con l’ausilio del microscopio operatorio zone “più promettenti” all’interno dei testicoli per il recupero di spermatozoi con una ricerca mirata degli stessi, risultando più conservativa rispetto alla semplice TESE perché la rimozione di tessuto testicolare è minore e viene preservata la vascolarizzazione della gonade. Questo aspetto è particolarmente vantaggioso nei testicoli piccoli per conformazione -o per acquisita condizione da pregressa patologia- poiché permette di preservare al massimo anche le cellule che producono testosterone. Una procedura microchirurgica che consente soprattutto il recupero di spermatozoi in un maggior numero di pazienti con azoospermia non-ostruttiva (in circa il 60% dei casi) rispetto alle tecniche convenzionali quali le biopsie multiple testicolari (multi-TESE).

Con l’aiuto del microscopio operatorio si apre delicatamente a libro il testicolo, si ricercano le aree più promettenti e si eseguono piccoli prelievi mirati di questi tubuli che vengono immediatamente esaminati dal biologo per la ricerca di spermatozoi. Gli spermatozoi recuperati sono crioconservati per essere utilizzati per la Procreazione Medicalmente Assistita in cicli di Intracytoplasmic Sperm Injection (ICSI ovvero l’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) e si possono inviare campioni di parenchima per l’esame istologico. La letteratura Internazionale è concorde nell’indicare la MicroTESE come “gold standard” in pazienti con importante compromissione della propria infertilità.

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