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Perdere un bambino in gravidanza o dopo il parto, un lutto silenzioso e troppo spesso incompreso

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E’ un dolore spesso nascosto, fatto di braccia vuote, di sogni infranti, di ricordi che restano chiusi in un cassetto. È un dolore che non passa, nonostante la vita decida di tornare là dove si era interrotta, nonostante le braccia che si riempiono e le case che si animano di strilla, risate e sorrisi.

La perdita di un figlio in gravidanza o dopo il parto è un lutto silenzioso e spesso, troppo spesso, incompreso. Perché è un lutto che non si vede. Quel bambino che non c’è più nessuno l’ha vissuto, nessuno l’ha cullato, allattato, portato a spasso nel passeggino. Nessuno, tranne sua mamma. Lei sì che l’ha vissuto. L’ha sentito crescere dentro di sé, lo ha nutrito con il suo corpo, lo ha, nello strazio più profondo, dato alla luce. O al buio, sarebbe meglio dire. Perché è nel buio che si vive dopo un lutto del genere. Un buio che pochi, pochissimi, intorno a queste madri, capiscono. Ecco perché da anni ormai, anche in Italia, grazie ad associazioni come Inunbattito o Ciaolapo, vengono organizzate iniziative per accendere la luce attorno a madri e padri che hanno perso il proprio bambino.

Cosa significa e quanto spesso accade?

Con il termine lutto “perinatale” si intende la perdita avvenuta dalla seconda metà della gravidanza al primo mese dopo la nascita. Con il termine lutto “prenatale” invece si intende il lutto legato alla perdita del figlio durante la gravidanza. In entrambi i casi si tratta di un lutto inaccettabile perchè percepito come innaturale e inaspettato: si aspetta la vita e invece si incontra la perdita, con l’aggravante che tale perdita è considerata come “multipla” in quanto comporta:la perdita del figlio tanto aspettato e desiderato, la perdita del progetto di vita di coppia e di genitorialità, un vissuto di fallimento legato al proprio corpo (“il mio corpo è inutile, non funziona più”), un vissuto di fallimento esistenziale (“ho sempre desiderato diventare madre e ora sento di aver fallito come donna”)perdite legate alle convinzioni su di sè, sul mondo e sulle relazioni.

I dati raccolti dal 2017 al 2019 hanno permesso di confermare il tasso di mortalità perinatale prodotto dall’ISTAT, pari a circa 4 decessi ogni 1000 nati, valore che ci colloca in linea con Paesi, come la Francia e il Regno Unito, che hanno sistemi socio-sanitari analoghi al nostro. I dati evidenziano una variabilità per area geografica che penalizza il Sud del Paese.

La sorveglianza dell’ISS ha individuato le condizioni associate a un maggior rischio di morte perinatale: la cittadinanza straniera, la gravidanza multipla e il parto prima di 32 settimane di gestazione. Le morti avvenute durante il travaglio e il parto, in oltre la metà dei casi, sono attribuibili a eventi acuti come il distacco della placenta. Tra le morti avvenute dopo la nascita una su cinque è riconducibile ad analoghi eventi acuti intrapartum, ma le cause più frequenti delle morti neonatali entro i primi 7 giorni di vita sono i disturbi respiratori e cardiovascolari del neonato seguiti, per frequenza, dalle infezioni e dalle malformazioni congenite.

Ottobre e le iniziative del “Babyloss awareness”

Ottobre in particolare è il mese dedicato alla consapevolezza sul lutto perinatale. Un mese di eventi, dibattiti, mostre, condivisione che quest’anno, a causa delle restrizioni legate all’emergenza Covid, si sono svolte soprattutto sul web. Perché uno dei più grandi bisogni delle coppie che hanno affrontato un lutto come questo, è quello di confrontarsi, di condividere, di non sentirsi soli con il proprio dolore, né tanto meno inadeguati rispetto a questo.

L’associazione Inunbattito, che opera sul territorio di Cento e Ferrara, si adopera per accompagnare, per stare vicino alle mamme e ai papà che desiderano riconoscere, ricordare, e dare voce ai loro piccoli bambini, onorandone così la memoria, in particolare in occasione del 15 ottobre, il Babyloss Awareness day, ovvero la giornata mondiale dedicata alla consapevolezza della perdita di un figlio in gravidanza o dopo il parto.

Quest’anno non è stato possibile organizzare iniziative pubbliche sul territorio e l’associazione invita a seguire le iniziative di CiaoLapo (prima associazione in Italia ad sostenere le coppie e fare informazione rispetto al lutto perinatale) come ad esempio il seminario in diretta streaming ““Le parole madri e il lutto perinatale” .

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