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Vacanze, la campagna della Polizia di Stato contro l’abbandono degli animali

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“L’amicizia è una cosa seria ”. E’ lo slogan del nuovo spot della Polizia di Stato contro l’abbandono degli animali, una pratica riprovevole e pericolosa che assume dimensioni più serie proprio nel periodo estivo.

La campagna dispensa pochi pratici consigli per viaggiare in sicurezza con gli amici a quattro zampe, ricordando che l’abbandono di animali è punito dal codice penale e che ci sono tante soluzioni per non lasciarli sul ciglio di una strada.

Per chi decide di partire con il proprio amico è utile conoscere le indicazioni della Polizia di Stato sul trasporto degli animali:

  • per una guida sicura gli animali domestici devono viaggiare in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore sempre con una barriera divisoria che li separi dalla parte anteriore dell’abitacolo.

Durante il viaggio prendetevi cura dei vostri animali, ogni tanto fermatevi e fate una sosta per permettere al vostro amico di sgranchirsi un po’ ed idratarsi.

Altri pratici consigli per aiutare gli animali a combattere il caldo:

  • Non lasciarlo mai da solo in auto. Il caldo potrebbe essere letale.
  • Garantiscigli sempre acqua fresca disponibile e zone d’ombra dove ripararsi.
  • Evita di portarlo a passeggio nelle ore più calde.
  • Se lo vedi ansimante o addirittura barcollante rinfrescalo con acqua e portalo all’ombra. Potrebbero essere i sintomi di un colpo di calore. Nel dubbio contatta subito un veterinario.
  • Se lo porti in spiaggia abbi cura di pulirlo da sabbia e acqua salata, che potrebbero causargli irritazioni.

Il reato di abbandono degli animali in Italia

In Italia l’abbandono è vietato i sensi dell’art. 727 del codice penale[6], che al primo comma recita: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.”. La ratio legis per questa norma è stata rinvenuta da parte della dottrina nella tutela del sentimento umano, che è offeso dal maltrattamento o abbandono degli animali, e dal Consiglio di Stato nella diretta tutela, «adeguata all’evoluzione dei costumi e delle istanze sociali», degli animali «da forme di maltrattamento, abbandono ed uccisioni gratuite in quanto esseri viventi capaci di reagire agli stimoli del dolore». La Dichiarazione universale dei diritti dell’animale sancisce all’art. 6 che «L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante».

Inoltre, secondo il Ministero della Salute italiano, «chi abbandona un cane, dunque, non solo commette un illecito penale (Legge 20 luglio 2004, n. 189), ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo», quando gli animali abbandonati provocassero incidenti stradali mortali. Lo stesso dicastero, a proposito delle ragioni dell’abbandono, esorta ad una più accorta gestione della fertilità dei propri animali d’affezione, cioè ad «operare un’attenta gestione della vita riproduttiva del proprio animale, per non incrementare il numero degli abbandoni determinati da cucciolate indesiderate e di difficile collocazione».

 

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