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Danni a fegato e cervello, ecco cosa rischiano gli adolescenti che bevono alcolici

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Cresce l’allarme sul consumo di alcol tra i giovani e i giovanissimi. I dati del Ministero della Salute presentati lo scorso maggio in Parlamento fotografano una popolazione giovane, tra gli 11 e i 24  anni, che almeno una volta durante l’anno ha consumato alcolici, e la percentuale di coloro che lo consumano addirittura una volta alla settimana è in costante aumento.

Vendere alcol ai minorenni in Italia è vietato e nell’ultimo periodo le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nei confronti dei locali, bar e stabilimenti balneari, frequentati dai ragazzi. In provincia di Ferrara 3 sono gli esercizi che si sono visti notificare provvedimenti di sospensione temporanea dell’attività per aver venduto alcolici a minorenni.

Ma quali sono i motivi che rendono l’alcol, che ricordiamolo secondo dati dell’Istituto Superiore di Sanità è il primo fattore di rischio di malattia cronica, invalidità e mortalità prematura nelle persone di sesso maschile di età compresa tra i 15 e i 29 anni, così pericoloso per i giovani? 

Le motivazioni sono di carattere scientifico/biologico:

  • Sotto i 16 anni, gli enzimi in grado di metabolizzare l’alcol sono completamente assenti; tali enzimi arrivano a maturazione non prima dei 21 anni d’età. Ciò vuol dire che prima dei 16 anni l’alcol non dovrebbe essere assunto nemmeno in quantità moderate, in quanto l’organismo non è ancora in grado di metabolizzarlo. Tra i 16 e i 21 anni, invece, la metabolizzazione è più difficoltosa e più lenta, quindi la dipendenza arriva prima, quindi i danni dell’alcol al fegato e al cervello arrivano con dosi più basse.
  • Dal momento che lo sviluppo cerebrale si completa intorno ai 21 anni, periodo in cui l’organismo matura anche la capacità di metabolizzare l’alcol in maniera efficace, si capisce quanto sia importante astenersi dal bere alcol. Nei più giovani, quindi, entra in circolo nel sangue e raggiunge il cervello, causando seri danni. L’alcol, infatti, è una sostanza lipofila, che tende cioè a legarsi con le molecole di grasso. Poiché le membrane cellulari sono costituite quasi interamente di grassi, quando arriva nel cervello distrugge i neuroni e le staminali neurali concentrati nell’ippocampo, cellule destinate a svilupparsi ancora per favorire un ulteriore sviluppo cognitivo. I ragazzini che bevono sono destinati ad avere più difficoltà intellettuali, di orientamento e di memoria rispetto ai coetanei che non assumono bevande alcoliche. 
  •  Oltre al cervello è il fegato a fare le spese dell’abuso di alcol, la cui produzione di sostanze importanti per l’organismo, in particolare per il suo sistema di difesa naturale, viene alterata. A rischio sono anche lo stomaco e il cuore.

Alcune categorie, per esempio i minori fino a 15 anni e le donne in dolce attesa, dovrebbero bandire completamente l’uso di alcol; vino e birra non fanno eccezione.

Gli uomini e le donne adulte in buona salute possono invece trarre qualche beneficio dal consumo moderato di vino e birra.

Non sono stati stabili i quantitativi massimi da assumere, ma generalmente si consiglia di non superare due unità alcoliche al giorno per l’uomo e un’unità alcolica per la donna. La donna, infatti, è in grado di metabolizzare circa la metà di alcol rispetto all’uomo.

Un’unità alcolica corrisponde più o meno a un bicchiere di vino da 125 ml con gradazione 12 gradi o a una lattina di birra da 33 ml con gradazione di 4,5 gradi.

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