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Indagine CNA tra le aziende: ripresa possibile con sacrifici, timori per il fatturato

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Il 70% delle aziende pensa che il suo fatturato peggiorerà, riprendersi per il 49% sarà possibile ma con grandi sacrifici. L’obiettivo della maggiorate è salvaguardare il personale e la speranza è quella di non dover di nuovo ricorrere a prestiti. 

E’ quanto emerge da un sondaggio effettuato da CNA Ferrara tra i propri soci per capire che cosa si aspettano in vista dell’autunno. “Cosa ci aspetta a settembre?” questo il titolo del questionario in due parti, a cui hanno risposto 512 imprese, che definisce una fotografia in tempo reale delle attese degli imprenditori.

“I dati che abbiamo raccolto dimostrano che il sistema produttivo del nostro territorio ha energia e vuole riprendere. Gli imprenditori dimostrano anche un forte orgoglio, sia riguardo alla propria azienda, sia riguardo al proprio personale, che non vogliono assolutamente abbandonare. E tuttavia, intervenire è necessario, e soprattutto non è permesso sbagliare”.

Davide Bellotti, presidente di Cna Ferrara, commenta così i risultati del sondaggio “Cosa ci aspetta a settembre?” lanciato dall’associazione tra i propri iscritti.

“Abbiamo fatto una scommessa – spiega il direttore Diego Benatti – chiedendo alle imprese cosa si aspettano per settembre: ne è emersa la necessità di un impegno, da parte delle associazioni e delle istituzioni, per fare le cose giuste ed evitare che un 20-25% di aziende dopo l’estate vadano definitivamente in crisi e non possano più rialzarsi”

Nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati del sondaggio, il Presidente Bellotti ha illustrato le sei priorità (i sei pilastri) che Cna considera prioritari per consentire alle imprese di ripartire.

“È necessario – ha spiegato – impostare un patto territoriale che prenda atto della necessità di far lavorare prioritariamente le imprese ferraresi. In questa chiave vanno riviste anche le logiche che presiedono all’assegnazione degli appalti. Bisogna studiare forme di incentivazione al mantenimento dell’occupazione, per esempio attraverso un bando multidisciplinare, dando più spazio al tempo determinato”

Non vanno dimenticate tre priorità strategiche di natura generale: la riduzione della burocrazia, una riduzione strutturale della fiscalità locale, e una revisione delle modalità di accesso al credito.

“Se il metro di giudizio per la concessione del credito continuerà ad essere il rating aziendale, invece dell’andamento complessivo dell’azienda, del progetto che porta avanti, delle sue potenzialità, non andremo da nessuna parte. Il sistema pubblico deve mettere in condizioni le banche di adottare criteri nuovi per la concessione del credito alle imprese”.

I risultati del sondaggio

Pensi che il sistema Ferrara, dopo l’estate, riuscirà a riprendersi? A questa domanda il 37,6% risponde che ci vorranno mesi, forse anni per ripartire, il 49% risponde “Ci riusciremo, ma con grande fatica e sacrifici”

Sul fatturato: il 70% degli imprenditori pensa che quello della sua azienda peggiorerà, e un altro 23% si aspetta che rimanga invariato.

Tuttavia, il 73,9% degli imprenditori ritiene che il personale della sua azienda rimarrà invariato, confermando la volontà di tutelare i propri dipendenti.

Infine, il 62,4% degli imprenditori spera di non dover ricorrere a nuovo credito, mentre solo il 12,7% è sicuro che non lo farà.

Nella seconda parte, CNA ha chiesto alle imprese di dare un giudizio sull’operato del governo, del proprio comune, della regione Emilia Romagna, della stessa CNA. Complessivamente negativo il giudizio medio sul governo, tra sufficiente e positivo il giudizio su Comune e Regione, nettamente positivo il giudizio sull’operato di CNA Ferrara.

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