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Centri estivi di Ferrara, al primo posto sicurezza e percorsi educativi di qualità

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I centri estivi comunali di Ferrara sono ripartiti e lo hanno fatto con un protocollo che ha come priorità la sicurezza di bambini ed operatori, ed un’offerta educativa e pedagogica di qualità.

16 plessi allestiti, 163 le figure professionali impiegate, 4 cooperative sociali coinvolte, oltre 300 posti mensili per i bambini dai 3 ai 14 anni,e ancora 518 ore di formazione sanitaria, 20 sopralluoghi, 36 incontri con le famiglie, 21.000 mascherine fornite al personale e ai bambini sopra i 6 anni, secondo le disposizioni sanitarie vigenti, 8000 camici forniti al personale, oltre a materiale per la sanificazione, termoscanner e tappetini igienizzanti per ogni plesso.

Sono questi i numeri dei centri estivi comunali di Ferrara che dal 15 giugno hanno iniziato ad accogliere i bambini. In una conferenza stampa convocata presso la Materna Aquilone, il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, l’assessore alle Politiche Sociali Cristina Coletti, il presidente del Consorzio “RES – Riunite Esperienze Sociali” Elias Becciu, i rappresentanti del mondo cooperativo e sindacale Chiara Bertelli (Legacoop Estense), Chiara Bertolasi(Confcooperative Ferrara), Natale Vitali (Cgil-Fp), Sonia Uccellatori (Cisl-Fp) e Leonardo Uba (Uil-Fp). hanno ilustrato il lavoro svolto che ha portato alla stesura di un protocollo che, a detta di tutti i partecipanti, rappresenta un importante risultato anche per il futuro.

Dal 26 maggio, il tavolo congiunto convocato dal Comune con i soggetti interessati, ha iniziato a riunirsi a Ferrara per impostare le attività e per poter arrivare, con un significativo impegno organizzativo, a questa settimana dove è in corso l’accoglienza progressiva dei bambini iscritti alle attività  estive dedicate ad infanzia e adolescenza, affidate al Consorzio RES per il Comune di Ferrara.

“Ci avviamo a superare passo dopo passo un periodo veramente pesante e difficile per tutti, e in particolare per le famiglie con figli – speiga l’assessore Coletti – ma abbiamo voluto puntare tutto sulla sicurezza di bambini, famiglie e operatori. Questo ha comportato una azione molto articolata, che ha in parte rallentato i percorsi ma con l’aiuto e la collaborazione di tutti abbiamo rispettato esigenze e attese”.

Nello specifico, il complesso percorso che ha reso possibile la ripartenza, è consistito nell’individuazione dei plessi dove svolgere le attività e nella loro mappatura, recependo le normative nazionali e regionali sulle attività estive.

Ogni informazione e idea di sviluppo progettuale è stata condivisa nei tavoli congiunti con Amministrazione comunale, Istituzione Educativa, cooperazione sociale, Azienda USL e Sindacati.

È stato ridisegnato il progetto pedagogico tenendo conto del contesto nuovo ed inedito, che ha ridefinito e messo ancora più a valore il concetto del prendersi cura.

Sono stati consultati medici e responsabili della sicurezza per valutare ogni rischio per operatori e bambini e predisporre tutte le azioni e dispositivi per garantire le maggiori condizioni di tutela, per chi lavora e per chi beneficia dei servizi.

Sono stati predisposti percorsi di formazione sanitari sull’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale, sulle attività da realizzare e sulla gestione degli spazi.

È stata accuratamente riorganizzata la turnazione del personale, per garantire a quante più persone la ripresa del lavoro, dopo mesi di sospensione.

La priorità delle cooperative sociali, congiuntamente all’Amministrazione comunale, è ora quella di tornare ad offrire una proposta educativa di qualità e adeguata alle circostanze, che consiste in attività per piccoli gruppi con educatori dedicati, da svolgere soprattutto negli ambienti esterni delle scuole ridefinendo le attività di gioco, i laboratori, i momenti di riposo, sulla base delle nuove indicazioni di sicurezza per tutelare i più piccoli e gli educatori stessi. Tutte le attività riproporranno, in una nuova veste, i temi di salute, cura di sé stessi, socialità, ed anche la necessaria rielaborazione della complessità del periodo vissuto.

Siamo soddisfatti dello sforzo congiunto che ci ha visto collaborare a stretto contatto con le Istituzioni del territorio, per valutare prima i nuovi bisogni emersi e costruire in seguito le migliori proposte ha dichiarato Elias Becciu, presidente del Consorzio RES e responsabile del Settore Educativo di CIDAS. “Siamo felici di tornare a dedicarci alla nostra missione di cura e sostegno alla crescita dei giovani di questa città”.

Parole di apprezzamento e di elogio sono arrivate anche dai rappresentanti dei sindacati per la parte relativa al pubblico impiego che hanno sottolineato come “i protocolli operativi firmati nei giorni scorsi abbiano superato dal punto di vista qualitativo tutte le direttive e le linee guida ricevute dai livelli regionali e governativi, un segno inconfutabile che a Ferrara si è lavorato tutti molto bene tenendo ben conto di tutti gli aspetti pratici e organizzativi, comprese le aspettative di sicurezza degli operatori delle strutture coinvolte. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda certamente le tariffe che rimangono pressoché invariate rispetto al passato nonostante la situazione e i numeri siano molto diversi, una dinamica non scontata considerando che l’offerta privata in questo settore ha costi ben diversi, spesso insostenibili da parte delle famiglie”.

Questi i numeri dei Centri Ricreativi del Consorzio RES che raccoglie quattro realtà importanti del settore cooperativo sociale come CIDAS, Il Germoglio, Le Pagine e Serena.

: 10 per i CRI (Centri Ricreativi per l’Infanzia da 3 a 6 anni) e 6 per i CRE (Centri Ricreativi Estivi da 6 a 14 anni)

163 figure professionali impiegate: 94 educatori, 47 ausiliarie, 6 figure di coordinamento, 16 operatori per le sostituzioni;

– 4 cooperative sociali coinvolte: Cidas, Il Germoglio, Le Pagine e Serena;

– 20 sopralluoghi per valutazione sicurezza e produzione di 16 relazioni sulla gestione sanitaria del servizio;

– 518 ore di formazione sanitaria svolte;

– 153 ore di formazione sulla sicurezza;

– 36 incontri preliminari con le famiglie;

– 21.000 mascherine fornite al personale e ai bambini sopra i 6 anni, secondo le disposizioni sanitarie vigenti;

– 8000 camici forniti al personale, oltre a materiale per la sanificazione, termoscanner e tappetini igienizzanti per ogni plesso;

 

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