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Addio a Ezio Bosso, un anno fa aveva conquistato Ferrara con la sua forza

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Nulla può fermare la potenza della musica.

foto di Marco Caselli Nirmal

Lo gridavano forte i suoi gesti, nonostante la malattia, che quando suonava o dirigeva sembrava sparisse.

Ezio Bosso, a soli 48 anni, ci ha lasciati nella notte nella sua casa di Bologna, ma chiunque abbia avuto occasione di incontrarlo, anche solo ascoltando la sua musica alla radio e guardandolo in tv, non potrà dimenticarne la forza.

foto di Marco Caselli Nirmal

Da tempo affetto da una grave patologia neurodegenerativa, a gennaio dell’anno scorso (il 17 e il 18) era stato sul palco del Teatro Comunale di Ferrara per le prove aperte del concerto “omaggio” al maestro Claudio Abbado.

foto di Marco Caselli Nirmal

“Ci avevi portato la tua energia contagiosa, la tua umanità, la tua capacità di trasmettere a tutti il grande amore che avevi per la musica, scrive sui social il Teatro, ed è con questo sorriso e con il braccio alzato come a salutarci che vogliamo ricordarti. Ciao Ezio, buon viaggio maestro, grazie per quello che sei stato e che ci hai donato, non lo dimenticheremo.”

Due appuntamenti che erano stati rivolti in particolare ai più giovani, ai quali Bosso parlava con passione e sincerità, invitandoli a credere in se stessi e nei propri sogni.

Parole le sue che sono sempre state un inno alla vita, benchè la sua (o forse proprio perchè la sua) lo avesse messo a dura prova.

foto di Marco Caselli Nirmal

Le prove erano relative al concerto intitolato “GrazieClaudio!”, avvenuto poi domenica 20 gennaio al Teatro Manzoni di Bologna con una formazione orchestrale di 50 musicisti provenienti da tutta Europa diretta da Ezio Bosso, con la partecipazione di Silvio Orlando.

“E’ con immenso dolore che apprendo della scomparsa di Ezio Bosso. Si è spento a Bologna, la città dove aveva scelto di abitare, regalando a tutti noi momenti indimenticabili. Perdiamo un’artista unico e un uomo straordinario, il cui amore per la vita e la cultura saranno per sempre un esempio”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dopo la notizia della morte del compositore e direttore d’orchestra.

“Un musicista apprezzato nel mondo e una persona splendida, un emiliano d’adozione che a Bologna aveva deciso di impegnarsi anche per i tanti giovani che lo seguivano, per il Teatro Comunale, senza mai perdere il sorriso e la volontà di andare avanti nonostante la terribile malattia che lo affliggeva da tempo. Ci mancherà. Voglio esprimere il cordoglio più sentito ai suoi cari a nome mio personale e di tutta la Regione.  Pur in questo momento di profonda tristezza- chiude il presidente della Regione- resta l’orgoglio di averlo avuto qui, nella nostra comunità regionale. Una presenza e una lezione indimenticabili. Grazie Maestro”.

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