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Quando restare a casa è un rischio, i numeri per chiedere aiuto in caso di violenza

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Si chiede a tutti, in questi giorni, di restare a casa ma per le donne vittime di violenza, la casa diventa una prigione da cui non si può uscire. I Centri Antiviolenza restano a fianco delle donne con numeri di telefono sempre reperibili. 

Il Centro Donna Giustizia, insieme ai Centri Antiviolenza regionali e nazionali della rete D.i.R.E., in questo momento sono fortemente preoccupati per la difficoltà che molte donne hanno nel mettersi in contatto con il servizio, poiché soggette ad un maggior isolamento sociale ed esposte alla violenza che per esperienza aumenta nei periodi di convivenza forzata, come le festività natalizie o le vacanze estive.

Per questo, da quando è in atto l’emergenza sanitaria, le volontarie del Centro continuano a rimanere attive per portare avanti quotidianamente l’opera di ascolto delle donne, di gestione delle case rifugio a indirizzo segreto e delle eventuali emergenze. Sono state inoltre adottate le misure e le procedure di tutela sanitaria per le operatrici e per le donne e i minori in carico all’Associazione.

Gli uffici  sono chiusi al pubblico ma prosegue l’attività di accoglienza di situazioni in emergenza, con la richiesta di collaborazione alle Aziende Sanitarie Locali, alla Questura e alla Prefettura per rispettare le disposizioni ministeriali a tutela delle donne che abitano le case di accoglienza o che vi devono entrare e delle operatrici. E’ stato inoltre comunicato alla Regione Emilia-Romagna il fabbisogno di alloggi dedicati a donne costrette a lasciare la propria abitazione nel rispetto delle indicazioni per la quarantena per contenere il contagio, vista anche la sollecitazione della Ministra alle Pari Opportunità alle Prefetture.

Tutte le attività di colloquio e supporto del Centro Donna Giustizia sono mantenute – ove possibile – tramite telefono o videocall per i tre progetti de Centro: Uscire dalla Violenza, Oltre la Strada e Luna Blu. Sono sospese le prestazioni programmabili e non urgenti.

E’ di grande interesse la decisione del Procuratore di Trento che ha stabilito che per violenza domestica non saranno più le donne e i bambini a dover lasciare le proprie case ma saranno allontanati i maltrattanti.

La decisione non vuole solo proteggere i più deboli dal possibile contagio da Covid-19, ma tenta di non aggiungere violenza a violenza. L’auspicio è che tutte le Procure di Italia si muovano nella medesima direzione. L’azione di prevenzione e di contrasto della violenza e di aiuto alle donne che la subiscono vanno incrementati con ogni mezzo possibile.

A maggior ragione in questo momento occorre far sapere a ogni donna che i Centri Antiviolenza sono operativi, che l’aiuto è possibile, che le reti esistono e che nessuna intende recedere per supportare donne in difficoltà che nell’isolamento sociale possono temere di non avere più nessun aiuto per interrompere le violenze. I Centri sono vicini sia alle donne che subiscono violenze familiari, sia a quelle che si sottraggono alla tratta, che rischiano la vita sulle strade o nei luoghi chiusi di prostituzione.

Da domani, venerdì 27 marzo, al Centro Donna Giustizia di Ferrara verrà attivato anche un servizio di supporto psicologico a cui accedere compilando un modulo dettagliato reperibile sul sito www.centrodonnagiustizia.it/. Il servizio è realizzato grazie alla collaborazione di psicologhe professionali che da anni fanno parte dello staff del Centro.

Per ragioni di sicurezza sono sospesi gli sportelli decentrati di primo ascolto ma sono attivi i cellulari per richieste di aiuto. Questi i numeri:

0532 247440 sede centrale Centro Donna Giustizia
339 6841906 (sportello di primo ascolto di Cento)

3459689898 ( sportello di primo ascolto di Codigoro e Comacchio)
339 7754419 (sportello di primo ascolto di Argenta )

Le donne in difficoltà possono evitare il controllo del maltrattante inviando SMS con la cautela di non lasciarne traccia.

Per info e contatti: centro@donnagiustizia.it www.centrodonnagiustizia.it  Facebook Centro Donna Ferrara

Sul sito di D.i.Re è stata creata una pagina che fornisce tutte le informazioni e i contatti dei centri antiviolenza: https://www.direcontrolaviolenza.it/emergenza-coronavirus-apertura-centri-d-i-re/

“Anche in un momento così delicato e difficile per il nostro territorio alle prese con l’emergenza Coronavirus, non si ferma l’attività della Regione Emilia-Romagna a sostegno delle donne vittime di violenza. Anzi, stiamo proprio per promuovere nei prossimi giorni una campagna informativa per dire alle donne che non sono sole e che possono sempre contare sulla rete regionale dei 21 Centri antiviolenza sempre aperti e attivi da Piacenza a Rimini”.

Così l’assessore regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori, interviene sul tema dell’aiuto alle donne vittime di violenza.

“Agiamo su due fronti- spiega Lori– corretta informazione e situazioni di emergenza. Sul primo fronte, grazie alla campagna informativa, promuoveremo i numeri da contattare in caso di bisogno a partire dal 1522 nazionale del ministero alle Pari opportunità e quelli dei Centri antiviolenza attivi in tutte le province, raggiungibili anche con whatsapp. E poi stiamo lavorando insieme ai Centri e col coinvolgimento dei Comuni, per individuare soluzioni adeguate, in emergenza, per far fronte alle necessità delle donne che devono lasciare la propria abitazione e accoglierle in base alle normative di sicurezza dettate dal Covid-19”.

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