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Isee scaduto il 31 dicembre 2019: dove andare, e cosa serve per rinnovarlo

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Dal 1 gennaio 2020, l’ISEE è da considerarsi scaduto. Per fare richiesta di agevolazioni nel 2020 è necessario dunque rinnovare il proprio Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

CHE COS’E’ –  Il modello ISEE è un documento che certifica il reddito di un soggetto fiscale o di un nucleo familiare e, in quanto tale, la sua presentazione è indispensabile per il calcolo delle rette di asili, scuole dell’infanzia, refezione scolastica, ma anche per richiedere sconti, agevolazioni e prestazioni di sostegno al reddito di vario genere come l’esenzione dalle tasse universitarie, il reddito di cittadinanza, la carta Rei, bonus sulle bollette e sussidi per le famiglie.

COME SI CALCOLA – L’ISEE viene calcolato attraverso la valutazione del reddito, dello stato patrimoniale e delle caratteristiche del soggetto richiedente; al fine del calcolo tutte queste informazioni vengono raccolte all’interno della DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica, il modello che quindi rappresenta la base sulla quale viene poi effettuato il calcolo al fine di rilasciare l’attestazione ISEE. Passati in genere dieci giorni dalla presentazione della DSU l’Inps, dopo aver effettuato i necessari controlli incrociati tra i suoi archivi e le banche dati dell’Agenzia delle Entrate, rilascia l’attestazione ISEE.

DOVE SI PUO’ FARE – L’ISEE si può fare dal proprio commercialista o all’interno dei vari centri di assistenza fiscale (CAF). Da quest’anno però è possibile procedere al calcolo autonomamente grazie al modello precompilato; inoltre, l’attestazione può essere rilasciata presentando la DSU online direttamente sul sito dell’Inps.

QUALI DOCUMENTI SERVONO – Per il calcolo ISEE vengono presi in esame i redditi da lavoro relativi ai due anni precedenti la dichiarazione (quindi nel caso dell’ISEE 2020 è necessario presentare i redditi 2018) e i beni mobiliari e immobiliari detenuti al 31 dicembre dello stesso anno (quindi per l’ISEE 2020 si fa riferimento a tutti i beni relativi al 31 dicembre 2018).

  • documento d’identità del dichiarante
  • codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
  • visura catastale dell’immobile, atto di compravendita o di successione (nel caso di immobili di proprietà)
  • contratto di locazione (nel caso di richiedenti in affitto)
  • ultima fattura del canone (per gli assegnatari di alloggi pubblici)
  • dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico)
  • certificazione unica (ex Cud) rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico
  • certificazione/dichiarazione di redditi prodotti all’estero
  • certificazione di trattamenti assistenziali (indennità, trattamenti non soggetti all’IRPEF, contributi, rendite, borse di studio)
  • dichiarazione IRAP (per gli imprenditori agricoli)
  • assegni di mantenimento per il coniuge o i figli
  • buoni postali, titoli di stato, partecipazioni azionarie, obbligazioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi d’investimento e forme assicurative di risparmio
  • saldo e giacenza media di conti correnti e carte al 31 dicembre dell’anno precedente la dichiarazione (per l’ISEE 2019, quindi, riferiti al 31 dicembre 2018)
  • certificazioni della quota residua dei mutui
  • documenti relativi a polizze assicurative sulla vita (contratto e premio)
  • documenti relativi al possesso di veicoli e imbarcazioni da diporto (la targa dell’auto e della moto solo se di cilindrata superiore a 500 cc)
    Nel caso in cui il richiedente sia un soggetto portatore di handicap c’è anche una documentazione aggiuntiva da presentare:
  • certificazione dell’handicap con il numero del documento e la data di rilascio della stessa
  • retta pagata per il ricovero in strutture residenziali
  • spese per l’assistenza personale (come ad esempio una eventuale badante)

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