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La prevenzione è anche “roba da uomini”! Gli screening maschili tra paure e tabù

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LA PREVENZIONE È ANCHE “ROBA DA UOMINI”! GLI SCREENING PER I TUMORI MASCHILI, TRA PAURE E TABÙ

Questo il titolo del secondo talk, aperto alla cittadinanza, in programma sabato 18 gennaio 2020 alle ore 10.30 nella piazzetta Bershka del Centro Commerciale il Castello di Ferrara, che fa parte del ciclo di incontri “La salute al centro”.

A parlare di Prevenzione e di Screening dei tumori maschili saranno Aldo De Togni, Direttore Centro Screening Azienda USL di Ferrara e Carmelo Ippolito, Direttore Unità Operativa Complessa di Urologia Interaziendale. A loro anche il compito di illustrare i servizi attivi sul territorio, le modalità con cui gli screening si svolgono e come si accede agli esami consigliati agli uomini dopo i 50 anni.

L’obiettivo degli incontri in programma è proprio quello di educare alla prevenzione tramite la conoscenza dei servizi offerti dalla sanità territoriale ma anche fornendo ai cittadini consigli e indicazioni pratiche sulle corrette abitudini quotidiane e sui rischi legati al genere e all’età.

Il format “La Salute al Centro”

Portare la cultura della salute e della prevenzione in un luogo frequentato ogni giorno da migliaia di ferraresi, e diffonderla utilizzando i più moderni strumenti di comunicazione: il video, il web, i canali social. É questo l’obiettivo del progetto “La salute al Centro – Non darla per scontata!”, nato dalla collaborazione tra l’Azienda USL di Ferrara, il Centro Commerciale “Il Castello” e il quotidiano online “ferrarafamiglie.it”.

Ogni appuntamento è strutturato come un “talk” di 45 minuti: due ospiti indicati di volta in volta dall’Asl di Ferrara e una conduttrice, la giornalista Alexandra Boeru, direttrice di ferrarafamiglie.it. Luogo del talk: la piazzetta Bershka, punto di passaggio strategico all’interno del Centro “Il Castello”. Il talk sarà anche ripreso e diffuso, sia integralmente che spacchettato in brevi videorubriche, sul portale ferrarafamiglie.it, sul relativo canale youtube e sulle piattaforme social di ferrarafamiglie.it, del Centro Commerciale Il Castello e dell’AUSL di Ferrara, per rendere i contenuti accessibili al maggior numero di cittadini.

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Lo screening del tumore al colon/retto

Per il 2019 la media nazionale delle persone che hanno aderito al test è stata del 42%. Ma con grandi differenze tra Nord e Sud Italia. Al settentrione il numero dei partecipanti raggiunge il 50%, nel Mezzogiorno si attesta intorno al 30%. Troppo poco, se è vero, come sottolinea il presidente di EuropaColon Italia Onlus Roberto Persiani, che aumentando dal 13 al 50% le diagnosi di tumore al I° stadio, ogni anno si potrebbero salvare 130.000 vite e aumentare il numero di cittadini con un’aspettativa di sopravvivenza al 90% (da 55.000 a 185.000). Perché il tumore del solon-retto è un “big killer”: nel 2018 questa neoplasia ha colpito in Italia 51.300 persone, di cui 28.800 nuovi casi tra gli uomini e 22.500 tra le donne.

Ma la partecipazione allo screening è solo il primo passo di un percorso per altro del tutto gratuito. Se infatti il risultato è positivo, si viene contattati telefonicamente dal Centro per eseguire degli esami di approfondimento: la presenza di sangue nelle feci può essere dovuta a cause non tumorali, come per esempio le emorroidi, ma per accertarlo è necessario completare il percorso di screening con una colonscopia. La percentuale di test positivi è del 5%, ma solo l’80% delle persone con questo risultato viene poi invitata a effettuare ulteriori indagini diagnostiche.

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