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Allarme smog nelle città, più a rischio la salute dei bambini. Come proteggerli?

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Allarme smog su tutta la Pianura Padana, e anche a Ferrara. Nelle prime due settimane del 2020 sono state 10 le giornate in cui il livello delle PM10, nella città estense, è stato sopra il limite di legge, a volte addirittura il doppio dei 50mg per metro cubo stabiliti come soglia massima.

Ma quali sono i rischi per la nostra salute? Perchè i bambini sono più a rischio degli adulti e quali sono gli accorgimenti che possiamo adottare nella quotidianità per limitare tali rischi?

Blocchi del traffico, quanto sono utili?

Diverse volte sono state adottate le misure di emergenza, previste in caso di 3 sforamenti successivi, ma le restrizioni al traffico e le limitazioni previste per gli impianti di riscaldamento bastano a migliorare l’aria che respiriamo?

Per Cinzia Perrino, direttore dell’Istituto sull’Inquinamento atmosferico (IIA) del Cnr, intervistata dal quotidiano La Repubblica, “le giornate di grande stop al traffico purtroppo incidono poco sulla qualità della nostra aria”.
“Metti tanti fumatori in una stanza chiusa e chiedi ad un paio di smettere di fumare. Forse ci sarà un po’ meno fumo, ma finché non verrà aperta la finestra le cose cambieranno pochissimo”. Questo l’esempio che la Perrino fa per spiegare quale possa essere l’efficacia reale dei provvedimenti di restrizioni al traffico nelle giornate di sforamenti dei limiti delle Pm10.

Ma quali sono i rischi per la salute legati all’inquinamento? E chi sono i soggetti a correrli maggiormente?

Particolari precauzioni devono essere adottate da alcuni gruppi di popolazione (ad esempio bambini, persone con disturbi respiratori e cardiaci, anziani)

Negli ultimi decenni numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato un´associazione tra i livelli degli inquinanti atmosferici tipicamente presenti nelle nostre città ed uno spettro molto ampio di effetti negativi sulla salute.

Gli inquinanti per i quali sono state trovate le prove più convincenti di associazione con gli effetti sanitari sono quelli per i quali le normative sulla qualità dell’aria prevedono un monitoraggio in continuo e cioè le particelle in sospensione, gli ossidi di azoto (NOx), l’anidride solforosa (SO2), il monossido di carbonio (CO), l’ozono, il benzene e gli IPA. Tuttavia, nell´insieme degli studi, le particelle in sospensione (e soprattutto le frazioni di più piccole dimensioni come il PM10 e il PM2.5) sono risultate l´indicatore di qualità dell´aria più consistentemente associato con una serie di effetti avversi sulla salute. (fonte Arpae)

Effetti a breve termine (fonte Arpae)

Gli studi più numerosi sono quelli sugli effetti a breve termine e molti di essi prendono in considerazione le variazioni di mortalità e di ricoveri ospedalieri. Per questi esiti sanitari esistono infatti database standardizzati a livello internazionale e di qualità, anche se essi rappresentano solo la punta dell’iceberg degli effetti legati all’inquinamento. Le patologie più influenzate dalle variazioni giornaliere dei livelli di inquinamento atmosferico sono le patologie respiratorie e cardiache in soggetti predisposti, le infezioni respiratorie acute, le crisi di asma bronchiale, i disturbi circolatori e ischemici.

Effetti a lungo termine (fonte Arpae)

Gli effetti a lungo termine riguardano soprattutto gli effetti cardiovascolari e il tumore al polmone. Questi studi sono molto meno numerosi perché richiedono di seguire lo stato di salute e l’esposizione agli inquinanti e agli altri co-fattori di rischio (dieta, stili di vita etc) di un numero elevato di persone. Gli studi condotti fino ad oggi principalmente negli Stati Uniti e in Europa hanno mostrato incrementi del 10-20% dell’incidenza del tumore al polmone e del 5-10% della mortalità per cause cardiovascolari per ogni incremento di 10 microgrammi per metro cubo nella media annua del PM10. L’OMS ha valutato che l’inquinamento dell’aria causa circa 2 milioni di morti premature a livello mondiale ogni anno. Più della metà di queste morti avvengono nei Paesi in via di sviluppo. In molte città, i livelli medi annuali di PM10 (che deriva principalmente dalla combustione di materiali fossili e altri tipi di carburanti) eccedono i 70 μg/m3. Nell’Unione europea, il solo particolato più fine (PM 2,5) causa una perdita di aspettativa di vita di circa 8,6 mesi. Riducendo il particolato da 70 a 20 μg/m3, come stabilito nelle nuove Linee guida, si potrebbe appunto arrivare a una riduzione della mortalità del 15%.

Le categorie più a rischio

Sulla base degli studi epidemiologici, risultano particolarmente suscettibili agli effetti del particolato i soggetti anziani e quelli con malattie cardiocircolatorie e polmonari.
Anche i neonati e i bambini risultano essere popolazioni potenzialmente suscettibili.

In particolare i bambini sembrano a maggior rischio per alcuni effetti respiratori quali lo scatenamento di crisi di asma bronchiale e l´insorgenza di sintomi respiratori (come tosse e catarro).

Perchè i bambini sono più a rischio?

L’esposizione nei bambini infatti è influenzata dalle loro attività e dal luogo dove queste attività vengono svolte. In confronto agli adulti, stanno molto di più all´aperto praticando giochi e sport. I bambini e i ragazzi hanno in particolare un´alta frequenza respiratoria, in relazione ai loro livelli di consumo di ossigeno. La loro relativa grande superficie corporea per unità di peso e il loro elevato livello di attività determinano una grande spesa energetica per la maggiore termogenesi di quella richiesta per un adulto.
La media della frequenza respiratoria di bambini in età 3-12 anni è approssimativamente doppia rispetto a quella di un adulto (425 rispetto a 232 l/kg/die).
Confrontando le frequenze respiratorie in questi due gruppi per un periodo di un´ora, un bambino che gioca può respirare un volume d´aria 4,5 volte maggiore di quello di un adulto sedentario.

Proteggere i bimbi dall’inquinamento atmosferico

Piccoli accorgimenti per proteggere i bambini dall’inquinamento:

  • Scegliere percorsi meno trafficati. Per evitare che i piccoli respirino aria inquinata è preferibile optare per strade con una minore circolazione di mezzi. Anche rifugiarsi in un’aria verde o in parco può essere la scelta migliore
  • Non uscire nelle ore di punta dei periodi considerati “a rischio” poiché c’è maggiore concentrazione di agenti inquinanti
  • Evitare di aprire le finestre delle stanze che si affacciano su strade molto trafficate nelle ore di punta.
  • Fare attenzione a cosa respirano i bambini in casa, in quanto incide sulla loro salute. Evitare incensi e candele e utilizzare l’aspiratore quando state cucinando. Queste azioni hanno effetto nel lungo periodo, ma sono comunque utili
  • Nei tragitti in auto in fasce orarie di forte inquinamento è bene tenere sempre i finestrini chiusi
  • Prediligere l’utilizzo di fasce e marsupi rispetto ai tradizionali passeggini quando si esce in città. Questo perché durante la seduta nel passeggino il bambino è a un’altezza più ravvicinata ai tubi di scarico delle auto
  • In città o vicino a strade trafficate usiamo passeggini più alti e coperti
  • Insegnare ai bambini, tramite giochi, a respirare dal naso piuttosto che dalla bocca. La mucosa nasale ha infatti una naturale funzione “filtrante” delle vie respiratorie

Quando usare precauzioni e quali (fonte Arpae)

Concentrazioni (µg/m3) 0 – 25, livello BASSO
Commento: Concentrazioni fino a 25 µg/m3 possono essere considerate nella nostra regione un valore di fondo. Sebbene anche a questi livelli non siano da escludere effetti sanitari, non vengono suggerite particolari precauzioni.

Concentrazioni (µg/m3) 26 – 50, livello MEDIO
Commento: Le concentrazioni di particolato sono ancora sotto il “limite per la protezione della salute umana” (DM 60/02); tuttavia già a questi livelli è opportuno che individui particolarmente sensibili (es. asmatici, cardiopatici, bambini, anziani) cerchino di adottare precauzioni per ridurre la propria esposizione.

Concentrazioni (µg/m3) 51 – 100, livello ALTO
Commento: I livelli di inquinamento sono superiori al “limite per la protezione della salute umana” che non può essere superato più di 35 volte all´anno (DM 60/02). In tali condizioni, aumenta la probabilità di accusare sintomi per i soggetti particolarmente sensibili. Anche adulti sani possono manifestare difficoltà respiratorie e cardiache, soprattutto durante attività fisiche intense e prolungate all´aperto. Si consiglia pertanto di programmare eventuali attività sportive all´aperto nelle ore in cui i livelli di inquinamento sono inferiori, ovvero prima delle 8 del mattino o nel primo pomeriggio (dalle 14 alle 16)*. Arieggiare gli ambienti chiusi negli stessi orari. Si invita la popolazione a collaborare per ridurre i livelli di inquinamento cercando di ridurre il più possibile l´uso dell´auto.

Concentrazioni (µg/m3) 101 – 150, livello MOLTO ALTO
Commento: Il livello di inquinamento è molto superiore al “limite per la protezione della salute umana” che non può essere superato più di 35 volte all´anno (DM 60/02). Si consiglia di evitare attività fisiche intense e prolungate all´aperto e di rimanere il più possibile in ambienti chiusi, in particolare per i soggetti a rischio. Si invita la popolazione a collaborare per ridurre i livelli di inquinamento adottando forme di mobilità di minore impatto ambientale spostandosi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici.

Concentrazioni (µg/m3) oltre 151, livello ECCEZIONALE
Commento: I livelli di inquinamento sono eccezionalmente alti. Si raccomanda di adottare forme di mobilità di minore impatto ambientale e di ridurre il più possibile la permanenza all´aperto. Data l´eccezionalità dei valori previsti si consiglia agli individui particolarmente sensibili (es. asmatici, cardiopatici, bambini, anziani) di consultare il proprio medico curante per consigli specifici.

 

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