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Scuola del Sorriso chiusa, i genitori: “Dopo 2 mesi vogliamo alternative serie”

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 Sono passati due mesi dalla chiusura della Scuola del Sorriso di Lagosanto e per le famiglie dei 120 bambini iscritti ancora non ci sono risposte e alternative davvero soddisfacenti.

La doccia fredda per le famiglie era arrivata lo scorso 14 settembre, appena due giorni prima dell’apertura dell’anno scolastico con l’ordinanza del sindaco di Lagosanto Cristian Bertarelli che disponeva la “chiusura dell’edificio scolastico Scuola del Sorriso fino alla conclusione delle indagini in corso già predisposte, a tutela dell’incolumità e della sicurezza pubblica”.

Da allora i genitori dei bambini, 4 sezioni di materna e 1 del nido, hanno dovuto arrangiarsi come meglio hanno potuto. Per un mese, fino a metà ottobre, non sono state fornite alternative di spazi o strutture. Poi alle famiglie è stata offerta una alternativa che di fatto risolve il problema in minima parte, e non per tutti. Dei 119 bambini iscritti, una ventina sono stati iscritti presso istituti di Comacchio perché i genitori non potevano permettersi di aspettare soluzioni in loco. Strutture private ovviamente, la cui spesa è sostenuta interamente dalle famiglie.

La situazione attuale

Oggi i bambini iscritti alla Scuola del Sorriso sono suddivisi su tre strutture diverse, due sezioni di materna presso la Sala Civica di Lagosanto, altre due presso la palestra della scuola Primaria e la sezione del nido presso il Paladon.

Si tratta di spazi non adatti all’attività scolastica educativa dei bambini, spiegano i genitori che da qualche settimana si sono riuniti e hanno dato vita ad una pagina Facebook attraverso la quale comunicare ma tenere anche alta l’attenzione sulla vicenda. Non ci sono bagni adatti (water grandi o turche in alcuni casi) e per i bambini che sono collocati presso la palestra, i bagni sono in condivisione con gli alunni delle primarie. Addirittura presso la Sala Civica, per evitare che i piccoli possano aprire i maniglioni antipanico della sala, le maestre posizionano davanti alle porte le sedie.

Il servizio inoltre è solo antimeridiano, senza il pasto. Dalle 7.30 alle 13.30 ai bambini viene offerta solo una merenda, preparata grazie ai volontari Auser di Lagosanto.

Le prospettive per il futuro della scuola

Al momento le famiglie non sembrano aver avuto le risposte che speravano di ottenere, nemmeno dall’incontro che si è svolto ieri in Municipio alla presenza del Sindaco e di alcuni tecnici. Un incontro che, sostengono le famiglie, sarebbe stato convocato perché proprio le famiglie hanno riportato sotto i riflettori la vicenda della scuola, sulla quale stava calando il silenzio.

Dal punto di vista strutturale le problematiche relative alle infiltrazioni sembrano essere state risolte. Resta però il nodo della SCIA antincendio della scuola, scaduta a dicembre del 2018. Senza quella certificazione la scuola non può riaprire e, resta da capire anche, come sia stato possibile che la struttura abbia funzionato accogliendo 120 bambini con la certificazione non a norma.

Quanto all’alternativa che possa completamente rispondere alle esigenze delle famiglie e dei bambini, l’unica al momento possibile sembra essere quella dei locali Auser, dove ci sarebbe una cucino e uno spazio da adibire a dormitorio. Una proposta che però al momento, non si capisce bene a causa di chi (sostengono i genitori), non viene portata a termine.

La chiusura della Scuola del Sorriso di Lagosanto ha avendo ripercussioni anche sul resto del sistema scolastico locale. Ad esempio i bambini della scuola primaria, nella cui palestra sono state allestite due sezioni, fino a pochi giorni fa non hanno potuto fare attività motoria.

La decisione di chiudere la scuola

A portare il sindaco alla decisione di disporre la chiusura i verbali di sopralluogo dei Vigili del Fuoco che, a seguito dei controlli eseguiti in conseguenza delle precipitazioni di inizio settembre che hanno provocato nuove infiltrazioni, hanno messo nero su bianco la necessità di chiudere la scuola. “Si ritiene opportuno rendere non fruibili tutte le aree e/o gli impianti interessati dalle problematiche già segnalate” scrivono il 14 settembre i Vigili del Fuoco al Comune che subito dopo si attiva ed emette l’ordinanza.

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