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Cittadinanza onoraria a Liliana Segre: il consiglio comunale approva all’unanimità

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Liliana Segre – superstite di Auschwitz e senatrice a vita – riceverà la cittadinanza onoraria di Ferrara: lo ha deciso oggi, all’unanimità, il Consiglio comunale di Ferrara, accogliendo una proposta avanzata dal Sindaco Alan Fabbri.

E’ stato lo stesso Sindaco ad annunciare la decisione del Consiglio Comunale, con queste parole postate via Facebook: “Sono molto contento che all’unanimità sia stata presa la decisione di conferire la Cittadinanza Onoraria alla senatrice Liliana Segre. Un’unica firma, la mia, a dimostrazione che questo impegno non ha colore politico, ma appartiene a tutti noi.
Siamo e saremo sempre contrari alla violenza, compresa quella verbale, e ad ogni forma di antisemitismo”
Tuttavia un motivo di scontro politico non è mancato: la maggioranza consiliare di centrodestra ha infatti respinto un ordine del giorno presentato da Azione Civica – la lista di Roberta Fusari – che chiedeva di esprimere solidarietà alla senatrice a vita, recente bersaglio di minacce antisemite.

Ecco l’articolo in cui Ferrarafamiglie.it dava notizia lo scorso 8 novembre della decisione del sindaco Fabbri di proporre la cittadinanza onoraria per Liliana Segre:

Liliana Segre cittadina onoraria di Ferrara. La proposta arriva direttamente dal sindaco Alan Fabbri che già ieri sera, intervenendo alla trasmissione “Effetto Notte” di Radio24 aveva dichiarato di non avere nessun problema a conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita, sottolineando come l’antisemitismo debba unire tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche.

Fabbri a Radio24 aveva anche sottolineato come Ferrara sia orgogliosa della storia della comunità ebraica in città. Questa mattina poi l’annuncio nel corso della conferenza di presentazione del Premio Adei Wizo – teso a fare conoscere, soprattutto tra i ragazzi, la cultura e la letteratura ebraica – di cui martedì, proprio nella città estense, è in programma la 19esima edizione.

“Ferrara proporrà a Liliana Segre la cittadinanza onoraria. In questo modo vogliamo onorare la storia personale della senatrice, simbolo delle immense sofferenze di un popolo che ha a Ferrara una rappresentanza forte e coesa” ha detto Alan Fabbri. “Si tratta di un gesto dovuto alla luce della storia del nostro Paese, che vuole rappresentare il profondo rispetto per tutte le vittime della Shoah, ferraresi e non. Ci auguriamo, ha aggiunto il primo cittadino, che questo metta fine ad ogni tensione e ad ogni strumentalizzazione, che altro non può fare se non nuocere alla coesione sociale che, in particolare su questo tema, ha sempre caratterizzato la nostra città”.

La decisione del Sindaco e della Giunta dovrà passare al vaglio del consiglio comunale lunedì, e dunque il conferimento formale potrebbe arrivare la settimana prossima.

L’incontro di Liliana Segre con gli studenti ferraresi

Liliana Segre era stata a Ferrara lo scorso 11 gennaio. Al Teatro Nuovo, nel corso di una delle iniziative legate alle celebrazioni per il Giorno della Memoria, aveva consegnato un pezzo di storia a circa 800 ragazzi delle scuole di Ferrara e provincia.

Emozionante, sincera, semplice e diretta, mai retorica perché la potenza del suo racconto non aveva bisogno di nulla se non della sua voce. Liliana Segre, senatrice a vita, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz, aveva raccontato un pezzo di storia. La sua.

Presa dai nazisti a soli 13 anni insieme al padre, Liliana Segre è stata un anno e mezzo prigioniera nel campo di sterminio di Auschwitz. Degli oltre 600 ebrei che, a Milano, furono deportati insieme a lei, solo 21 sono riuscirono a tornare a casa.

La senatrice a vita, che da due giorni ha ricevuto la scorta per le continue minacce ricevute soprattutto sul web, da anni porta la sua testimonianza soprattutto tra i giovani a cui parla come una nonna.

Ai ragazzi, che al Teatro Nuovo l’avevano accolta con grande calore ed entusiasmo, aveva raccontato i momenti drammatici della deportazione, della prigionia a Milano, della deportazione. In questo video alcuni passaggi dell’incontro.

Ai ragazzi aveva parlato infine della forza che lei, al tempo della deportazione loro coetanea, ha avuto, incitandoli a non arrendersi mai e non buttarsi giù perché le risorse che ognuno di noi ha sono incredibilmente grandi.

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