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Dispositivi anti abbandono, la Ministra De Micheli: “Disponibili a posticipare le sanzioni!”

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I dispostivi anti abbandono dal 7 novembre sono obbligatori. Ancora un “colpo di scena” nell’iter  tortuoso che ha portato all’introduzione dell’obbligo di dispositivi anti abbandono per i seggiolini auto sui quali vengono trasportati bambini fino ai 4 anni di età.

In città intanto è “caccia” ai dispositivi che sono ormai introvabili. I principali punti vendita li hanno infatti esauriti nella giornata di ieri in cui moltissime famiglie si sono mosse per acquistarli vista l’entrata in vigore, improvvisa, dell’obbligo.

L’intervento del Ministro dei Trasporti De Micheli

La ministra delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, in questa nota video pubblicata ieri, 7 novembre, sul suo profilo facebook, definisce “sacrosanta e di civiltà” la legge sull’obbligo di installazione dei dispositivi anti abbandono. È una legge anzitutto di civiltà, voluta e approvata da tutti i partiti per evitare che accadano tragedie simili a quelle avvenute in passato.

Sarà presto possibile ottenere il rimborso di 30 euro per la spesa sostenuta, pertanto è bene conservare le ricevute di acquisto. 

“Mi indignano le accuse che bollano come ulteriore tassa sulle famiglie questa norma. Trovo vergognoso strumentalizzare la vita dei nostri figli a fini politici. Questa legge dovrebbe costituire soltanto una conquista per tutti e non un motivo di polemica.

Mi preme rassicurare le mamme e le famiglie sull’urgenza di questo dispositivo e sulle “multe” per chi non è ancora dotato di questo strumento: il ministero  che rappresento è qui per tutti i chiarimenti e c’è la disponibilità del governo e dell’intera maggioranza a intervenire per posticipare l’applicazione delle sanzioni” conclude la ministra.

Cosa sono i sistemi antiabbandono

In alcuni casi sono una sorta di “cuscinetto” da sistemare direttamente sotto il seggiolino del bimbo, in altri si tratta di sensori già integrati in alcuni modelli di seggiolini. Alcuni fanno scattare un allarme, altri notificano il pericolo sul cellulare, via app o Bluetooth.

La maggior parte dei prodotti presenti sul mercato sono da considerarsi a norma, sia che si tratti di sistemi integrati nel seggiolino o indipendenti, l’importante è che il dispositivo scelto:

  • si attivi automaticamente ad ogni utilizzo senza ulteriori azioni da parte del conducente.
  • dia segnali visivi e acustici.
  • i segnali siano percepibili all’interno o all’esterno del veicolo.

Per tutti i genitori che hanno già uno o più seggiolini meglio pensare ai prodotti indipendenti che si possono spostare facilmente da un seggiolino all’altro.

Le sanzioni 

Quando i sistemi saranno obbligatori, chi non avrà il dispositivo in auto rischia una sanzione amministrativa da 83 euro a 333 euro di cui risponderà il conducente o chi è tenuto alla sorveglianza del minore. Quando il conducente incorre in un periodo di due anni, in una delle violazioni riguardanti i sistemi di ritenuta per almeno due volte, all’ultima infrazione segue anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

Gli incentivi per l’acquisto

E’ stato istituito un fondo di 14,1 milioni di euro nel 2019 che si aggiunge agli stanziamenti già previsti dalla Finanziaria dell’anno scorso e quindi 1 milione di euro nel 2019 e 1 milione di euro nel 2020. Sarà quindi riconosciuto un contributo di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato, fino ad esaurimento delle risorse. I bambini interessati dall’obbligo sono circa 1,8 milioni, è dunque chiaro che le risorse stanziate non basteranno per tutti.

I dispositivi indipendenti

Per quanto riguarda i dispositivi antiabbandono indipendenti (cioè non integrati nel seggiolino o nel veicolo) bisogna chiarire a quali caratteristiche tecnico costruttive funzionali essenziali debbano essere conformi.
Va precisato perché la legge 117/2018 si riferisce ai bambini di età inferiore ai 4 anni mentre il Codice della Strada art. 172 fa riferimento ad un obbligo di sistemi di ritenuta per i bambini inferiore ai 150 cm.

Altroconsumo ha tesato diversi dispostivi cercando di fare chiarezza su quello che offre il mercato e sulle caratteristiche. Per quanto riguarda i sistemi universali appaiono versatili ma occorre fare attenzione all’omologazione.

 I vantaggi dei modelli universali

  • non devi cambiare seggiolino;
  • puoi passarli da un seggiolino all’altro man mano che il bimbo cresce e usarli su più auto;
  • puoi scegliere il seggiolino che più ti convince senza dover limitare la scelta ai pochi modelli con il sensore integrato.

Gli svantaggi dei modelli universali

  • La maggior parte dei modelli è dotata di un sensore da mettere sotto il bambino, ma non essendoci ancora un decreto che ne stabilisce le caratteristiche tecniche i produttori di seggiolini auto non possono raccomandarli. Questo perché in teoria nessun dispositivo dovrebbe interferire con prodotti di sicurezza che sono omologati, perché potrebbero inficiare la sicurezza del seggiolino. Secondo gli esperti di laboratorio, un cuscinetto di pochi millimetri comunque non pregiudica la sicurezza (sarebbe come legare il bambino senza toglierli un giacchetto pesante o un pantalone imbottito), ma senza l’approvazione dei produttori, in caso di incidente su chi ricadrebbe la responsabilità?

I dispositivi integrati

I sistemi integrati, spiega ancora Altroconsumo, al momento sono disponibili su alcuni seggiolini Chicco e Cybex. Sono più pratici rispetto a quelli universali, ma hanno una durata più limitata rispetto al seggiolino stesso. La batteria (non sempre facilmente sostituibile, in alcuni casi occorre rivolgersi al produttore) si scarica dopo alcuni anni, probabilmente 3 o 4, ma il seggiolino dei più piccoli spesso viene utilizzato da più fratellini e quindi potrebbe essere utilizzato più a lungo. Il software potrebbe diventare presto obsoleto rispetto allo sviluppo tecnologico degli smartphone.
Inoltre, il sistema integrato limita la scelta a pochi modelli.

I consigli di Altroconsumo e quelli del ministero

Meglio i prodotti universali con un sensore sul seggiolino e che diano l’allarme immediatamente, prima che il genitore scenda dall’auto (e che quindi evitino completamente l’abbandono). I sistemi mediati da app e bluetooth dipendono dal corretto settaggio dello smartphone, dal suo stato (carica e copertura di rete) e comunque avvisano dalla dimenticanza solo quando ci si è già allontanati dall’auto.

E’ bene ricordare che è pericoloso lasciare i bimbi chiusi in auto anche solo per pochi minuti: il problema non va sottovalutato perché purtroppo molti dei decessi per ipertermia sono stati causati dall’aver lasciato volontariamente il bambino in auto da solo, magari per pochi minuti e con una temeperatura esterna non troppo elevata. Ti cosigliamo quindi di seguire alcuni suggerimenti che il ministero ha riportato in questo opuscolo.

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