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Babyloss…mettiamoci la faccia!

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Questa sono io, 9 anni fa, 15 giorni prima! Questa è la mia pancia piena di vita, piena di Anna e Tommaso! Questo è il mio sorriso, ignaro!

In questa foto c’è tutto quello che gli altri hanno visto, e purtroppo dimenticato. In questa foto c’è tutto quello che io mai potrò dimenticare.

In questa foto c’è una mamma, non un “Succede, sei giovane!”.

In questa foto ci sono due figli, non un “Succede, fanne subito un altro così ti passa”.

Pubblicare questa foto è difficile per me, ma dopo 9 anni, oggi che ricorre la “Giornata Mondiale della Consapevolezza sul Lutto Perinatale” è quasi un bisogno. Più passa il tempo e più sento che il silenzio sul lutto che colpisce le donne che perdono i propri bambini durante la gravidanza o dopo il parto, è ingiusto, insopportabile per le mamme che lo vivono.

La verità è che la maggior parte della gente non capisce. Non sa come ci si sente. Non può saperlo. E allora butta lì frasi apparentemente innocue che “Noi” ricorderemo per sempre. Perché fa male il dolore che si prova ma forse, a volte, fa anche più male sentire che questo dolore gli altri non lo capiscono, quando va bene, e il più delle volte lo sminuiscono o lo evitano. Perché il dolore è brutto, se poi riguarda un bambino che non hai mai visto perché prendersi la briga di provarlo? Di dividerlo con la persona che lo sta provando? A allora guardate questa foto e per un istante solo provate a immaginare come ci si può sentire.

Questo lutto lascia cicatrici che non si rimarginano. Lascia madri che non importa quanti bambini splendidi avranno urlanti per casa, sentiranno sempre il silenzio assordante di quelli a casa mai portati, o restati. Lascia vuoti, silenzi, paure che si riversano sui figli avuti dopo. Lascia coppie che non riescono più a ritrovarsi. Lascia corpi crudeli, che ricordano nelle forme, negli ormoni, in ogni cellula, quello che hanno accolto per mesi facendo vivere quell’esperienza incredibile e fantastica che è la maternità. Lascia orologi del cuore che non si fermano, e contano settimane di gravidanze interrotte, compleanni mai festeggiati, primi giorni di scuola che “se fosse stato, oggi sarebbe stato”. Lascia occhi che non hanno visto e avrebbero voluto, anche solo un istante avere un piccolo volto da ricordare, e occhi che hanno visto e ricordano continuamente quel piccolo volto.

Questo lutto è così. Sta lì in silenzio. Certi giorni in disparte. Altri basta un dettaglio, un profumo, una frase, un incontro, ed esplode con tutta la sua potenza che ti fa capire che NO, non ti passerà mai. E NO, non ti deve neanche passare. Perché quei bimbi ci sono stati, anche se per poco, e l’essere madre di un figlio è una cosa che NO, non basta smettere di pensarci che poi passa.

Oggi sono una madre felice grazie ad Marta e Francesco che riempiono la mia vita e il mio cuore. Ma non posso non dare il mio piccolo contributo affinché sul lutto perinatale ci sia più consapelezza. Lo devo a me stessa, lo devo ai loro due fratellini, Anna e Tommaso, che a casa con noi non ci sono mai arrivati. Non posso restare in silenzio, proprio io che spesso dal silenzio delle persone che sanno, resto ferita, proprio oggi che è la giornata della consapevolezza sul lutto perinatale. E allora spero che queste poche righe e questa foto, possano aiutare, anche solo un pò, le mamme a cui è successo a sentirsi capite, e coloro che stanno vicini alle mamme a cui è successo a cercare di capirle. Un grazie speciale a Ciaolapo (www.ciaolapo.it) per le tante iniziative che organizza e per tutto quello che fa, e ha fatto.

 

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