Home News Attualità Mense scolastiche, il Comune annuncia: “Via la plastica e riorganizzazione dei menù”

Mense scolastiche, il Comune annuncia: “Via la plastica e riorganizzazione dei menù”

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Eliminare la plastica dalle mense scolastiche, rivedere e adattare i menù tenendo conto delle segnalazioni ricevute tramite la piattaforma online Prisma.

Sono alcuni degli obiettivi che il sindaco di Ferrara Alan Fabbri annuncia di voler raggiungere al più presto. “Vogliamo perseguire una finalità educativa, spiega il primo cittadino attraverso il suo profilo Facebook, sia al rispetto dell’ambiente sia sul valore del momento del pasto. In questo modo non solo riduciamo l’impatto ambientale della plastica ed educhiamo i bambini all’uso corretto e responsabile delle risorse, ma diamo continuità alle abitudini di casa. Infatti vogliamo utilizzare piatti in ceramica e posate in acciaio, aggiunge ancora Fabbri, e per far questo saranno installate nuove lavastoviglie in quasi tutte le scuole”.

L’introduzione delle stoviglie in ceramica 

Il primo passo verso l’eliminazione della plastica sarà la pubblicazione del nuovo bando per la gestione delle mense scolastiche che avverrà a giorni e che conterrà le indicazioni per arrivare ad un’uso delle stoviglie in ceramiche e posate in alluminio.

Dell’eliminazione della plastica nella mense scolastiche si parla già da tempo. Nel corso di una riunione delle Commissioni Mensa delle scuole, lo scorso 16 febbraio 2019, la scorsa amministrazione aveva posto il problema delle stoviglie di plastica. Esclusa l’introduzione di quelli in polpa di cellulosa in via precauzionale (sono state testate diverse marche ma è emerso che i piatti facilmente tendono, una volta bagnati e strofinati anche solo leggermente, a rilasciare materiale) si era già ragionato sull’avvio dell’utilizzo di stoviglie lavabili e riutilizzabili, come già avviene nelle materne statali dove le cucine sono state dotate di lavastoviglie. Un’opzione che comporta per le scuole dell’obbligo una riorganizzazione del servizio e una dotazione di attrezzature che, sosteneva l’allora assessore Corazzari, “vale la pena perseguire, nella consapevolezza che non sarà possibile in tutti i plessi scolastici a causa degli spazi a disposizione”.

Il sistema Prisma Mensa

Prisma Mensa è un vero e proprio “social” per valutare e conoscere le mense comunali di Ferrara.

La piattaforma è attiva già da circa un anno e vi si può accedere dal sito www.edufe.it. Prisma offre la possibilità ai genitori dei bambini che frequentano nidi, materne, scuole dell’obbligo in cui sono le mense sono a gestione comunale, di prenotarsi per poter assaggiare i pasti che consumano i propri figli.

A febbraio del 2019 sono stati presentati i primi risultati del sistema informatico di rilevazione della gradibilità dei pasti Prisma Mensa. Dei 343 assaggiatori accreditati solo una piccola parte (69) risultavano attivi, cioè avevano effettivamente inserito almeno un assaggio. Va ricordato che tutti gli utenti accreditati su Prisma hanno la possibilità, oltre che di inserire il proprio assaggio, anche di verificare i dati statistici rispetto all’andamento generale del servizio.

Le criticità dei Menù proposti

Sempre nel corso delle Commissioni mensa di febbraio 2019 (i cui contenuti sono disponibili sul sito www.edufe.it) è emerso che l’utenza lamenta un menù con pochi legumi, troppa carne, poche farine integrali, scarsa varietà di cereali, troppo ripetitivo.
A fronte di lamentele sulla ripetitività e sul bilanciamento del menù per i bambini con 1 o 2 rientri, era stato spiegato che il menù viene progettato come menù completo per il tempo pieno, cioè per chi mangia tutti i giorni della settimana e che non è utile né possibile bilanciare un menù di chi usufruisce di 1 o 2 pasti alla settimana.

Sollevata anche la problematica di alcuni menù speciali che, ad eccezione di piatti molto graditi come tagliatelle al ragù e crocchette di pollo, non incontrano per il resto i gusti dei bambini con sprechi eccessivi nelle giornate in cui vengono proposti (in particolare i cosiddetti “menù a colori”).

Il capitolo delle porzioni e degli scarti

Ad ogni bambino viene offerto un pasto completo (primo, secondo, contorno, frutta, pane) secondo grammature prestabilite e calcolate in base ai LARN di riferimento in base alla fascia di età (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana), indipendentemente dalla propensione o meno del bambino a consumare una determinata pietanza in una determinata quantità senza poter intervenire su quanto viene messo sul suo vassoio.
Preparare e servire quantitativi diversi comporterebbe per la ditta di ristorazione un’inosservanza di quanto stabilito dal capitolato e da menù/grammature vidimate dall’UOIAN (Unità Operativa Igiene Alimenti e Nutrizione) dell’AUSL, così come previsto dalle Linee Guida regionali e nazionali sulla ristorazione scolastica e dal Regolamento di Igiene Comunale (art.152: requisiti igienico-sanitari per la produzione di pasti da somministrare in collettività).

Il bambino può autoregolarsi solo in fase di consumo, evitando di mangiare quanto non gradito e gettando gli avanzi. Emergono anche le eventuali problematiche legate alla possibilità, da parte del bambino, di scegliere in autonomia i cibi e le quantità, che potrebbero portare a comportamenti alimentari scorretti (dieta del tutto sbilanciata) e impossibilità di prendere “confidenza” con cibi non graditi ma che potrebbero diventarlo con il tempo.

Percentuali di scarto delle pietanze (dati Prisma Mensa)

Oltre il 60% delle porzioni di zucchine e carote vengono scartate, stessa sorte anche per il 40% delle porzioni di pesce gratinato al forno, insalata, fagiolini e cotoletta di pesce. La pasta al pomodoro viene quasi sempre consumata interamente, così come la ministra di fagioli, la pera e il prosciutto crudo. Per le altre pietanze assaggiate e valutate la percentuale di scarto si attesta attorno al 20%.

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