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“Le famiglie mangiano sempre meno pane”, l’allarme di Assopanificatori parte da Ferrara

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In Italia si mangia sempre meno pane, e quello che si mangia spesso non è fresco, nè acquistato nei panifici artigianali. 

A lanciare l’allarme sulla crisi dei consumi che interessa il settore è il presidente nazionale di Assopanificatori-Fiesa Confesercenti, Davide Trombini, panificatore ferrarese di lunga esperienza.

Negli ultimi anni il consumo di pane è sceso del 40% e si sono perse circa 3mila imprese di produzione, circa mille punti vendita, e prezzi del pane che, rispetto ad altri prodotti di largo consumo, restano al di sotto dell’indice medi di incremento.

“A Ferrara, spiega ancora Trombini, la coppia resiste, grazie alle sue caratteristiche uniche e alla tradizione che la lega fortemente alla città”.

 

Negli ultimi anni il consumo di pane in Italia è sceso del 40% con un utilizzo pari a 31 chili pro capite l’anno, un livello largamente inferiore rispetto a quello di altri Paesi dell’Ue. È la denuncia di  sulla crisi del settore.

La denuncia delle Associazioni di Categoria

Ad aggravare la situazione, hanno spiegato Assipan-Confcommercio e Assopanificatori-Fiesa Confesercenti, c’è anche la concorrenza sleale della GDO che utilizza il pane fresco come prodotto civetta e il fenomeno dell’importazione del pane congelato dall’Est Europa. Sono, dunque, necessarie e urgenti azioni di sostegno alla rivalutazione del “prodotto pane” nell’alimentazione e di valorizzazione della panificazione.

Per questo Assipan-Confcommercio e Assopanificatori-Fiesa Confesercenti chiedono il riconoscimento dello stato di crisi del settore e hanno inviato al Ministero dello Sviluppo Economico un documento che individua in 10 punti i temi da affrontare e risolvere.

In particolare, le due associazioni maggiormente rappresentative della panificazione indicano: misure di sostegno a favore di imprese e lavoratori che evitino la perdita di posti di lavoro, la costituzione di un tavolo di confronto permanente, azioni per la valorizzazione del pane e dei prodotti da forno, il rafforzamento della lotta all’abusivismo e alla contraffazione, l’istituzione di una Consulta della Panificazione, l’introduzione di modifiche significative per la semplificazione del sistema fiscale, il riconoscimento dell’attività di panificatore come “lavoro usurante”, la tutela dei panifici come luoghi storici della cultura agroalimentare italiana, il contrasto alla vendita sottocosto.

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