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Dai grandi classici alla drammaturgia contemporanea, 12 titoli per la nuova stagione di Prosa del Comunale

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Dodici titoli, fra ottobre e aprile, dai grandi classici alla drammaturgia contemporanea, senza rinunciare a episodi in cui confluiscono più linguaggi espressivi. Un progetto artistico composito, che ogni spettatore ha poi l’opportunità di declinare in base ai propri interessi.

Una stagione frutto di scelte che ogni anno il Teatro Comunale di Ferrara compie con grande attenzione, in risposta ai risultati di pubblico che la Prosa ottiene in città: 2551 abbonamenti venduti con un totale di oltre 20.000 ingressi i numeri della stagione di Prosa appena conclusasi.

La Stagione 2019/2020
La stagione si apre il 10 ottobre con Madre Courage e i suoi figli, uno dei capolavori del teatro del 900, scritto da Bertolt Brecht già in esilio, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. A Maria Paiato il compito di dare corpo e voce ad Anne Fierling, ambigua e straziante vivandiera che si sforza inutilmente di proteggere i suoi figli dalla guerra, mentre proprio la guerra è la fonte di guadagno a cui lei stessa non può e non vuole rinunciare. La regia è affidata a Paolo Coletta, poliedrico artista che cura anche la drammaturgia musicale dei celebri lieder creati da Paul Dessau per Brecht.
Si passa alla Russia di fine 800 con Platonov. La prima delle opere teatrali di Cechov viene proposta dalla bella compagnia torinese Il Mulino di Amleto. Pubblicata postuma, ma scritta da Cechov a soli 21 anni, quest’opera esprime l’urgenza di mettere in scena la vita e l’impossibilità di raccontarla nella sua interezza in un testo teatrale. Temi legati a una società in crisi di valori, ma proposti sul filo di un umorismo disinvolto e affilato, da Marco Lorenzi, fra i pochi registi capaci di trasformare storie di disagio quotidiano in uno “spettacolo allegrissimo” (Enrico Fiore).
La messa in scena di un lavoro poco conosciuto come L’abito nuovo (20-22 marzo), che porta la doppia firma di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello, è l’occasione per presentare per la prima volta nella stagione di prosa del Comunale di Ferrara, la compagnia La Luna nel Letto, un gruppo di grande qualità attivo dal 2002, in prevalenza impegnato sul repertorio per ragazzi. Il regista Michele Campanale, per il suo primo confronto con il repertorio “classico”, sceglie un testo legato intimamente alla poetica dei due autori: la difesa della propria identità contro la maschera fasulla che gli altri ci vogliono fare indossare unita alla follia che sola è in grado di percepire la verità – temi cardine nell’opera di Pirandello -, e la dignità, come supremo onore da difendere e da perdere venendo a patti con la vacuità del presente, concetto chiave anche del teatro di Eduardo.
Tutt’altro clima si respira ne La scuola delle mogli di Molière (19 e 20 novembre). Attraverso la vivacissima ripresa di questa farsa di derivazione plautina, Arturo Cirillo – regista oltre che interprete dello sgradevole e inetto protagonista maschile – nel raccontare il sentimento malato di un uomo nei confronti di una donna, mette in luce la profondità di quello che è considerato uno dei testi più moderni e contraddittori sul desiderio e sull’amore.
Grande spazio della programmazione è riservato alla drammaturgia contemporanea italiana.
Dal 28 novembre all’1 dicembre viene presentato per la prima volta a Ferrara un testo di Lucia Calamaro. Nata a Roma, cresciuta in Uruguay e formatasi tra Parigi e il resto d’Europa, oggi prodotta dai maggiori teatri europei, Calamaro è una delle personalità di punta della scena italiana per la forza di una scrittura drammaturgica capace di esprimere, in modo leggero, le incongruenze, le fratture e le ridondanze della società contemporanea. Esemplare in questo senso è Si nota all’imbrunire. Solitudine da paese spopolato, in scena a Ferrara. Avvalendosi della sensibilissima e trascinante personalità di Silvio Orlando, lo spettacolo segue quel tratto di vita tanto inquietante quanto frequente, che porta molti individui a vivere in un progressivo isolamento, sino a rischiare la perdita del contatto con la realtà.
Dal 12 al 16 gennaio sarà poi di scena Stefano Massini, classe 1975, firma fra le più autorevoli del teatro contemporaneo, che ha raggiunto la fama internazionale con il poderoso affresco della Lehman Trilogy, uno degli ultimi spettacoli firmati da Luca Ronconi. A Ferrara vedremo Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco (16-19 gennaio), opera con cui vinse nel 2004 il Premio Tondelli. Lo spettacolo è interpretato da un magnetico Alessandro Preziosi, bravissimo e intenso nel ruolo del pittore visto nel periodo della sua reclusione in manicomio. La regia è di Alessandro Maggi.
A seguire, troveremo altre firme emergenti. Partendo da un testo di Carlo G. Gabardini, Giuseppe Battiston si confronta con la figura di Churchill (Winston vs Churchill, dal 24 al 26 gennaio), soffermandosi sul suo privato, còlto con un potente senso dell’ironia, piuttosto che sulla personalità pubblica di grande statista. Dal 30 gennaio all’1 febbraio Isa Danieli e Giuliana De Sio, grandi interpreti del teatro partenopeo, si trasformano ne Le signorine, memorabile coppia di sorelle incattivite e dispettose creata da Gianni Clementi con la regia di Pierpaolo Sepe.

Infine il 14 e 15 marzo vedremo Giacomo Poretti, per la prima volta al Comunale di Ferrara in scena senza Aldo e Giovanni, impegnato in Fare un’anima un monologo costruito dallo stesso Poretti a partire dal momento della nascita del figlio. Tema “serio”, ma sviluppato con l’ineguagliabile ironia e simpatia che contraddistingue l’artista, che ha affidato la regia ad Andrea Chiodi
Ultimo episodio legato alla drammaturgia contemporanea è Le verità di Bakersfield, dello statunitense Stephen Sachs. Firmato da Veronica Cruciani, regista che si è formata a fianco di personalità come Arturo Cirillo, Giorgio Barberio Corsetti e Cristina Pezzoli, la pièce è un confronto senza esclusione di colpi fra una donna ai limiti dell’indigenza e un famoso critico d’arte, pretesto per raccontare un’America percorsa da forti divari sociali. In scena tornano a Ferrara Marina Massironi e Roberto Citran, artisti molto amati e di grande esperienza, che sanno valorizzare ogni sfumatura di questo testo esilarante, ricco di imperdibili battute e colpi di scena.
Completano il programma di prosa 2019/20120 due spettacoli che, per le loro caratteristiche, vengono proposti in modo trasversale su più stagioni.
Al pubblico della prosa e della danza viene proposta Eins, zwei, drei di Martin Zimmermann, divertentissima performance in cui confluiscono teatro, circo, danza e musica (2 e 3 novembre) nella quale si gioca sul tema dell’estraneità di chi tende a vivere fuori dalle regole in una comunità governata da imposizioni di ogni genere.
In collaborazione con Ferrara Musica, dal 6 all’8 marzo, Fabrizio Gifuni sarà protagonista del Concerto per Amleto, frutto di una drammaturgia teatrale e musicale scritta a quattro mani con il direttore d’orchestra Rino Marrone che a Ferrara dirigerà la Mitteleuropa Orchestra. Lo stesso Gifuni ha costruito la partitura vocale selezionando brani della tragedia shakesperiana e intrecciandoli al potente affresco sonoro che Dmitrij Shostakovich dedicò a questo testo in due diverse occasioni: la prima, del 1932, per l’edizione teatrale di Amleto firmata dal regista Nicolai Akimov; la seconda, del 1964, commissionata dal regista Grigori Kozintsev per il film Hamlet, che si avvaleva del prezioso adattamento di Boris Pasternak.
Si tratta di due eventi davvero particolari, voluti fortemente all’interno della stagione di prosa per la loro indiscutibile qualità, ma anche perché raccontano in modo esemplare la concezione che il Teatro Comunale di Ferrara ha dello spettacolo teatrale: “laboratorio” in cui si confrontano passato e presente per sperimentare il futuro, territorio dell’inclusione e della condivisione.

La Stagione di prosa 19/20 del Teatro Comunale sarà come sempre affiancata da numerose attività di incontri di approfondimento sui vari temi realizzate con le associazioni del territorio: ai progetti seguiti dall’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea, dal Centro Documentazione Donna e dall’Istituto di Storia Contemporanea, quest’anno si aggiunge il prezioso contributo del Dipartimento di Studi Umanistici – Università di Ferrara.
Proseguono inoltre le attività di laboratorio sulla scrittura teatrale e sulla traduzione rivolte agli istituti superiori della città e programmate a cura della Biblioteca Archivio del Teatro Comunale di Ferrara.

La vendita abbonamenti e carnet, in biglietteria e online, inizia lunedì 20 maggio e proseguirà sino al 21 giugno per riprendere nel mese di settembre (info: www.teatrocomunaleferrara.it).

La stagione di Prosa 2019/2020 si avvale del sostegno di HERA .

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