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Alimentazione e rischio soffocamento, le linee guida del Ministero della Salute

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Ogni anno, in Italia, ci sono circa 1000 bambini che arrivano in ospedale con problemi di soffocamento e di questi, tra il 60% e l’80% derivano dall’alimentazione.

LE LINEE DI INDIRIZZO DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Già da alcuni anni il Ministero della Salute, che ha fornito questi dati, ha stilato, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), le Associazioni di categoria e con ricercatori esperti in materia, le linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica. Un vero e proprio vademecum con tutte le raccomandazioni e gli specifici interventi per un pasto sicuro, a partire dalla preparazione degli alimenti.

Alimenti pericolosi: dimensioni e consistenza

Sia gli alimenti piccoli (es. noccioline e semi) che quelli troppo grandi (es. grossi pezzi di frutta e verdura cruda) sono pericolosi in quanto, i primi rischiano di finire nelle vie respiratorie prima che il bambino riesca a morderli, mentre i secondi sono difficili da gestire durante la masticazione. Quella tonda (es. ciliegie e uva) e quella cilindrica (es. wurstel e carote) sono le forme più pericolose poiché queste tipologie di alimenti, se aspirati, possono bloccarsi nell’ipofaringe ostruendo completamente il passaggio dell’aria. Infine, per quando riguarda le consistenze, quelle più pericolose, con differenti meccanismi, sono quella dura, quella appiccicosa (es. burro d’arachidi), quella fibrosa (es. sedano) e quella comprimibile (es. wurstel e marshmallow). Gli alimenti duri e fibrosi sono difficili da masticare per la fisiologica mancanza di denti del bambino. Gli alimenti comprimibili possono scivolare nelle vie aeree prima che il bambino riesca a morderli e adattarsi alla forma dell’ipofaringe (grazie alla loro consistenza), ostruendo il passaggio dell’aria. Gli alimenti appiccicosi risultano difficili da rimuovere se rimangono bloccati nelle vie aeree, una volta aspirati.

Come ridurre il rischio di soffocamento a tavola

Le linee di indirizzo concordano nell’affermare che sia possibile offrire al bambino gli alimenti pericolosi (a parte poche eccezioni) se opportunamente preparati in modo tale da minimizzare il rischio di soffocamento. Viene raccomandato di adottare semplici regole di preparazione che mirano a modificare la forma (es. tagliare gli alimenti cilindrici a listarelle, quelli tondi in quarti), la consistenza (es. eliminare nervature e filamenti, cuocere i cibi fino a quando diventano morbidi), e le dimensioni (es. tagliare in pezzi piccoli o tritare/grattugiare) degli alimenti pericolosi.

Le eccezioni sono rappresentate da: frutta a guscio e semi (le linee di indirizzo li sconsigliano per i bambini fino ai 4 anni di età circa, a causa dell’elevato rischio di aspirazione a cui si associano), caramelle e gomme da masticare.

Regole comportamentali per un pasto sicuro.

– Il bambino deve mangiare a tavola, seduto con la schiena dritta. Creare un ambiente rilassato e tranquillo.
– Provvedere alla sorveglianza/supervisione del bambino mentre mangia.
– Mai lasciare il bambino da solo mentre sta mangiando.
– Incoraggiare il bambino a mangiare lentamente, a fare bocconi piccoli e a masticare bene prima di deglutire.
– Non forzare il bambino a mangiare.
– Dare al bambino alimenti appropriati al suo livello di sviluppo.
– Non dare alimenti difficili da masticare o inappropriati al grado di maturazione del bambino.
– Cuocere fino a quando sono abbastanza morbidi da poterli schiacciare con una forchetta.
– Evitare distrazioni e non dare alimenti al bambino mentre sta piangendo o ridendo.

La fascia di età di maggior rischio di soffocamento da cibo è quella tra gli 0 e i 4 anni e il perché è presto detto:

– le vie aeree dei bambini hanno fino alla pubertà un diametro piccolo e una forma conoide
i bimbi hanno una scarsa coordinazione tra la masticazione e la deglutizione dei cibi solidi
– la dentizione non è completa
– la frequenza respiratoria è elevata
– anche quando mangiano, i bambini tendono a svolgere più attività e a non stare concentrati sul cibo.

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