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Acido folico non solo in gravidanza. Il Ministero della Salute: “Prima è meglio!”

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Acido folico e gravidanza, sono ormai numerosi gli studi che dimostrano quanto assumerlo in quantità superiori in gravidanza sia eficace nella prevenzione primaria dei difetti del tubo neurale permettendo una riduzione del rischio anche fino al 70%.

Lo stesso Ministero della Salute, promuove da tempo campagne di sensibilizzazione e comunicazione sull’importanza dell’assunzione dell’acido folico, l’ultima porta il titolo “Acido folico in gravidanza, prima è meglio!” . Una sorta di vademecum sulle caratteristiche e sull’importanza di questo facile, ma prezioso, alleato delle future mamme e dei loro bambini.

Che cos’è l’acido folico

Acido folico e folati sono vitamine del gruppo B, note anche con il nome di vitamina B9.
La parola deriva dal latino folium, foglia. Fu l’americano Mitchell, negli anni ’40, il primo ad usare il termine “acido folico” per indicare sostanze estratte da foglie di spinaci rivelatesi efficaci contro alcuni tipi di anemia.

I folati sono naturalmente presenti negli alimenti, mentre l’acido folico è la molecola di sintesi presente nei supplementi vitaminici e negli alimenti arricchiti con queste vitamine.
I folati devono essere necessariamente introdotti attraverso l’alimentazione, in quanto il nostro organismo li produce sono in quantità molto limitate.

Quali sono le sue funzioni 

L’acido folico e i folati sono coinvolti nella sintesi di molecole importanti come il DNA, l’RNA e le proteine. Sono essenziali, quindi, per tutte quelle cellule che nel nostro organismo vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e della pelle e sono particolarmente importanti durante la formazione dell’embrione, quando si sviluppano e si differenziano i primi abbozzi degli organi.

Carenza di acido folico, quali rischi?

Una carenza di queste vitamine può determinare forme di anemia e aumentare il rischio di gravi malformazioni fetali, come i difetti del tubo neurale (tra cui spina bifida, anencefalia e encefalocele) ed altre malformazioni, in particolare alcune difetti congeniti cardiovascolari, malformazioni delle labbra e del palato (labiopalatoschisi), difetti del tratto urinario e di riduzione degli arti. Secondo il sistema di sorveglianza europeo delle anomalie congenite EUROCAT (European surveillance of congenital anomalies) ci sono, in media, 20 casi di malformazioni congenite ogni 1.000 nati.

Acido folico, non solo in gravidanza

Il fabbisogno quotidiano di acido folico è normalmente assunto con una dieta ricca di frutta e verdura fresca.
Durante il periodo peri-concezionale, però, come raccomandato dal Network Italiano Promozione Acido Folico coordinato dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto superiore di sanità, (da 1 mese prima del concepimento ai primi 3 mesi di gravidanza inclusi) il fabbisogno di acido folico aumenta.

Per raggiungere l’assunzione raccomandata di tale vitamina sarebbe necessario triplicare l’assunzione dietetica tipica, una scelta piuttosto laboriosa da rispettare, anche perché sarebbe difficile mantenere la quota giornaliera in modo costante.
Per questo è consigliata l’integrazione con supplementi vitaminici.
Queste le dosi di acido folico raccomandate:

Prima di una gravidanza
Per ridurre il rischio di malformazioni congenite come spina bifida, anencefalia e encefalocele, è necessario che la donna assuma 0,4 mg/die di acido folico, sotto forma di supplementi, mentre sta programmando una gravidanza (almeno 1 mese prima).

Durante la gravidanza
Il fabbisogno giornaliero di folati aumenta per la donna in gravidanza a 0,6 mg/die, dal momento che il feto attinge alle risorse materne per il proprio sviluppo. Pertanto l’assunzione di acido folico deve continuare almeno fino al terzo mese di gestazione.

Durante l’allattamento
Il fabbisogno giornaliero per una mamma che allatta è di 0,5 mg di folati, per ripristinare le perdite che avvengono con il latte materno.

In presenza di particolari condizioni di rischio
Le donne con precedenti gravidanze in cui sono stati riscontrati difetti del tubo neurale (come spina bifida, anencefalia e encefalocele) oppure con storia familiare di malformazioni congenite, donne in terapia con farmaci antiepilettici o con antagonisti dell’acido folico, donne con aborti ripetuti o con particolari malattie quali diabete, celiachia e patologie gastrointestinali, dovrebbero aumentare sino a 4-5 mg al giorno il dosaggio di acido folico peri-concezionale. In questi casi è opportuno che la donna consulti il medico curante o il ginecologo per definire i dosaggi più appropriati.

 

Con la prescrizione medica si paga solo il Ticket

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha inserito i farmaci con un dosaggio di 0,4mg di acido folico in fascia A, cioe in regime di esenzione. Infatti, nel 2005 l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato l’immissione in commercio di un centinaio di nuovi farmaci rimborsati dal SSN, tra i quali due prodotti con il dosaggio raccomandato di 0,4 mg di acido folico “per la profilassi dei difetti dello sviluppo del tubo neurale in donne che stanno pianificando la gravidanza”.

E’ suffciente, quindi, la prescrizione da parte del medico curante per acquistarli pagando solo il ticket previsto dalla propria Regione. Tale scelta ha rappresentato un riconoscimento istituzionale dell’efficacia di questa sostanza nella prevenzione di difetti congeniti e un aiuto alle azioni di sanità pubblica volte alla promozione della salute.

Esami gratuiti ed esenzioni in gravidanza

Comunicare per prevenire

La promozione del corretto uso dell’acido folico, in atto da diversi anni da parte delle istituzioni sanitarie, raggiunge maggiormente l’obiettivo anche grazie a una comunicazione efficace tra operatore sanitario (medico, infermiere, farmacista) e cittadino. In altre parole, la consapevolezza e la motivazione all’assunzione di acido folico nelle donne in età fertile possono essere di gran lunga aumentate dagli operatori sanitari.

Secondo le più recenti indagini in Italia le donne consapevoli del ruolo dell’acido folico nella prevenzione primaria delle malformazioni congenite e che lo assumono nei tempi e dosaggi raccomandati sono 3 su 10. Se ci si riferisce però alle donne di origine straniera, che vivono nel nostro Paese, si osserva che solo il 4-6% assume la giusta dose di questa vitamina. La proporzione, dunque, cambia sensibilmente e diventa di circa 0,6 soggetti su 10.

Sulla base di questi e altri dati raccolti attraverso indagini multicentriche dall’Istituto superiore di sanità (ISS), il Centro nazionale malattie rare (CNMR) dell’ISS ha prodotto l’opuscolo multilingue Acido Folico. Un concentrato di protezione per il figlio che verrà, finalizzato alla diffusione di informazioni adeguate sui rischi che la carenza di folati nella dieta della futura mamma possono comportare per il bambino. L’iniziativa mira a raggiungere anche le minoranze etnico-linguistiche presenti in Italia. Per la prima volta infatti il dépliant è stato tradotto in 10 lingue straniere: oltre a tedesco, inglese, francese e spagnolo, le raccomandazioni sono formulate anche in albanese, arabo, cinese, portoghese, romeno e russo.

Buone abitudini a tavola sì, ma non basta

Un’alimentazione ricca in frutta, verdura e legumi, contenenti folati, può contribuire a ridurre l’incidenza delle malformazioni congenite, ma la sola alimentazione non è sempre sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano in folati e, se si programma una gravidanza, è necessario integrare la dieta con compresse di acido folico. Numerosi studi hanno dimostrato, infatti, che la supplementazione di acido folico durante la gravidanza è eficace nella prevenzione primaria dei difetti del tubo neurale permettendo una riduzione del rischio anche fino al 70%.

Alimenti in cui si trovano i folati

I folati si trovano in abbondanza in alcuni alimenti, come le verdure a foglia verde, gli agrumi, i legumi, i cereali, la frutta fresca e la frutta secca.
Per quanto riguarda i cibi di origine animale, il fegato e altre interiora hanno contenuti piuttosto elevati di folati, come pure alcuni formaggi, da consumare però in porzioni limitate e non frequenti.
Anche le uova hanno buoni contenuti in folati, ma il consumo massimo consigliato è di 2-3 volte alla settimana.

Ecco alcuni alimenti che non dovrebbero mai mancare in una dieta sana e ricca di folati, anche se è importante ricordare sempre che la sola alimentazione, in gravidanza, non può essere suficiente a coprire il fabbisogno quotidiano in folati.

Alimenti con contenuto di folati da 100 a 300mcg/100g
asparagi
broccoli
carciofi
cavolini di Bruxelles
cavolfiori
Alimenti con contenuto di folati da 40 a 99 mcg/100g
agrumi (arance, clementine, mandarini)
fragole
kiwi
frutta secca (noci, mandorle, nocciole)
avocado
agretti
bieta
legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli)
indivia
lattuga
pane e pasta integrali
rucola
pomodorini
spinaci

(fonte Ministero della Salute)

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